Attualità

Roma, progetto Linea G Termini-Tor Vergata: il punto sulla situazione dell’associazione TrasportiAmo

Condividi su Facebook Condividi su Whatsapp Condividi su Telegram Condividi su Twitter Condividi su Email Condividi su Linkedin
Altri 35 milioni di euro per il Bonus Trasporti

Di seguito, la nota dell’associazione Trasportiamo:

TRASPORTIAMO: LINEA G, IL PD ESULTA PER IL NIENTE, LASCIA UTENTI E GIUBILEO SENZA TRENI

“Toni trionfali di alcuni consiglieri comunali del PD per le notizie ottenute il 3 agosto nella commissione mobilità di Roma Capitale, facilmente reperibile nel portale del Comune, in merito allo stato dell’arte del progetto della Linea G Termini-Tor Vergata. Durante la quale è stato riaffermato, in sostanza, da Roma Servizi per la Mobilità e, prima ancora, dalla commissaria del governo Maria Lucia Conti, l’impossibilità a terminare e attivare l’intera linea ex-novo o la sola tratta Tor Vergata-Centocelle per il Giubileo 2025. A causa della complessità dell’opera, l’unica delle 4 nuove tranvie ad essere soggetta a Valutazione Impatto Ambientale (VIA)”.

“Non vorremmo rovinare le vacanze estive ai due esponenti Dem, né tantomeno all’assessore e all’intera maggioranza capitolina, ma, francamente, non capiamo il motivo di tanta enfasi. Le elezioni? La Linea G è ancora nel campo delle ipotesi, perciò allo stato attuale, al di là delle condivisibili intenzioni, non c’è alcun dettaglio operativo né una data effettiva di inizio lavori: forse entro dicembre sarà affidata la redazione del progetto definitivo, forse verrà avviata, in quella stessa data, l’istruttoria per la VIA e forse i cantieri partiranno entro il 2023. Ecco, forse, ma è comprensibile, sono iter lunghi, lo sappiamo, nonostante l’impegno profuso dai tecnici. Soltanto a metà giugno è arrivato il parere di indirizzo della Soprintendenza che ha prescritto una serie di osservazioni, alle quali occorrerà attenersi per pianificare il tracciato verso Tor Vergata e quello da Porta Maggiore a Termini“.

“Al riguardo, preme ricordare le perplessità espresse nei precedenti incontri istituzionali dall’ ORT-Osservatorio Regionale sui Trasporti che vede anche l’adesione di TrasportiAmo, e che, stranamente, non è stato invitato a partecipare alla commissione: una riguarda l’incomprensibile scelta di adottare per forza lo scartamento tranviario (larghezza binari), in nome della tanto proclamata ‘interoperabilità’ della Linea G con il resto della rete, visto che tale principio, nei fatti, non è stato applicato per le altre linee in progetto, le quali verranno costruite in parte senza linea aerea (e su cui quindi non potranno circolare gli attuali tram romani); l’altra in merito all’anacronistica ipotesi di realizzare per l’appunto da Porta Maggiore a Termini un binario unico su un’estesa di 1400 metri, che, oltre a riportare la linea indietro di 106 anni – conoscere la storia non fa mai male -, provocherà un netto peggioramento del servizio rispetto all’attuale trenino“.

“Acclarato, quindi, che la Linea G non entrerà in esercizio per l’anno giubilare, lo aveva detto anche il Sindaco Gualtieri, siamo curiosi di sapere cosa intendono fare quei consiglieri – che oggi esultano per il niente – e l’intera compagine amministrativa, al fine di fornire un servizio di trasporto adeguato e dignitoso sia per la numerosa utenza dei Municipi 5 e 6 sia per gli eventi legati all’Anno Santo, che si svolgeranno nelle aree di Tor Vergata. La soluzione immediata, lo diciamo da sempre, è la riattivazione dell’attuale tratta ferrotranviaria Centocelle-Giardinetti, data pure la crisi della Linea C, utilizzando i circa 970mila euro che Roma Capitale spende ogni anno per il servizio sostitutivo bus (Linea 106). Ma né CampidoglioRegione Lazio, allora proprietaria dell’infrastruttura, non sono andati mai oltre gli impegni e gli atti proposti dal PD stesso, votati in Assemblea Capitolina: 2 mozioni (una del 2016 e l’altra del 2020) e l’ordine del giorno del 2021. E nonostante la commissaria Conti abbia dichiarato, di recente, che la riapertura provvisoria non avrebbe impatti negativi sulla realizzazione del progetto di trasformazione. Col bel risultato di lasciare circa 500mila utenti e il Giubileo senza treni né un reale nodo di scambio tra l’attuale ferrotranvia e la metropolitana, perché neanche quello riescono a fare”.

“Ma l’immobilismo del centrosinistra regionale e romano, a trazione PD, colpisce anche la linea in esercizio: Termini-Giardinetti. Proprio oggi, domenica 7 agosto, il servizio è stato sospeso su entrambe le direzioni, dalle ore 17 in poi, a causa della mancanza di materiale rotabile. I treni disponibili al deposito di Centocelle sarebbero circa 8 rispetto, ai quali bisogna sottrarre quelli indisponibili per guasto ai condizionatori. Disservizi che sono motivo di stress per i macchinisti Atac, sempre più sottoposti a minacce e aggressioni, come loro stessi hanno denunciato in un fonogramma specifico inviato qualche mese fa al Comune e all’Azienda. Un brutto segnale che può comportare la chiusura definitiva della linea. C’è poco da brindare”. È quanto riferisce in una nota l’associazione TrasportiAmo.