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Da Anagni arriva un commosso ricordo del Professor Luca Serianni

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Da Anagni arriva un commosso ricordo del Professor Luca Serianni

Giovedì 21 luglio 2022 è morto il prof.Luca Serianni, dopo essere stato investito da un’automobile sulle strisce pedonali ad Ostia, dove viveva. La morte dolorosamente assurda di Luca Serianni, professore emerito di Storia della Lingua italiana nell’ Università di Roma – La Sapienza- lascia un vuoto incolmabile ed insieme una feconda eredità. Linguista e ricercatore di non comune dottrina ha dedicato passione e impegno all’insegnamento e, l’enorme numero di messaggi commossi che i suoi allievi hanno inviato a redazioni e social, testimonia la stima per la sua immensa cultura e l’affetto per i suoi modi affabili e gentili, arricchiti spesso da una battuta scherzosa.

Luca Serianni ad essi univa il rigore e la chiarezza del discorso, la precisione con la quale faceva diventare semplici gli argomenti più difficili, senza nessun compiacimento retorico.  E questo è possibile soltanto ai fuoriclasse.

Come storico della Lingua aveva sempre manifestato la convinzione profonda che la padronanza linguistica rafforza il senso di appartenenza ad una comunità, da qui il suo impegno civile nel non rifiutare mai gli incontri, frequentissimi, nelle scuole con alunni e insegnanti. Degli uni riconosceva il lavoro importante di formazione culturale e sociale, degli altri le potenzialità che occorreva coltivare.

Nell’ultima lezione alla Sapienza, prima della pensione, in un’aula gremitissima di studenti, li salutò così: ” Voi per me rappresentate lo Stato “.

Negli anni passati, la nostra Associazione AnagniViva ha avuto il privilegio di ospitare Luca Serianni in due Convegni dedicati all’evoluzione della Lingua italiana e il suo ricordo è vivissimo nella nostra memoria come lo è per tutti gli studenti che lo hanno avuto come docente.

Per tale motivo, è opportuno che a ricordare Luca Serianni sia anche un suo allievo, oggi collega e amico, che conosciamo tutti molto bene, il prof. Paolo Carnevale, docente di Lingua e Letteratura italiana nel Liceo classico e scientifico Dante Alighieri di Anagni. Di seguito la sua testimonianza:

“Il primo ricordo che ho del Professor Luca Serianni risale a più di 30 anni fa. 1988

(forse 1989, potrei sbagliare). Avevo già fatto un esame di storia della lingua Italiana (con il Professor Ignazio Baldelli), e frequentavo il dipartimento di Italianistica. Che nel pomeriggio apriva (anche qui vado a memoria) alle 14.30. Un pomeriggio mi capitò di arrivare alle 14.20 per entrare nella biblioteca del dipartimento. E c’era Serianni ad aspettare, discretamente appoggiato a lato della porta del dipartimento. Non uno studente, non un ricercatore alle prime armi, ma Luca Serianni.

A me è sempre sembrato un modo straordinario per dire che le regole valgono per tutti, che tu sia l’ultima matricola o un giovane, ma già molto noto, docente universitario. Da studente (e poi da spettatore attento ai suoi seminari), c’è una sua caratteristica che mi ha sempre impressionato (al di là dell’enorme valore professionale): la capacità di tenere l’uditorio inchiodato alle sue lezioni con la magia della parola e la forza di quello che diceva! Nessuna concessione alla spettacolarizzazione facile. Solo la forza gentile (un ossimoro che per lui era quanto mai calzante) di chi crede nella bellezza e nell’importanza delle cose che dice.

E poi la disponibilità. Quando, più di 10 anni fa, lo contattai per un seminario da tenere nella Biblioteca di Anagni, rispose subito con entusiasmo. Tenendo (gratuitamente) una lezione sulla lingua di Ser Ciappelletto in una sala conferenza gremita e silenziosa. Facendo sentire me, che sedevo al suo fianco, un nano vicino ad un gigante. Un gigante gentile (direi un’allitterazione , Professore…)che, come ricorda anche  Alessandro Compagno, di fronte ad un uditorio così debordante rispetto ad un impianto di amplificazione del tutto inadeguato, continuò a tenere imperturbabile il suo discorso ottenendo l’attenzione più totale degna delle sue aule universitarie.

Un gigante attento e gentile capace di ricordarsi nomi e circostanze di tutti i nostri incontri. Qualche anno fa tenne una lezione a Fiuggi, che andai ad ascoltare assieme ad un collega ed amico, Achille Gussati. Quando, un anno dopo, venne ad Anagni, io ed Achille lo andammo a prendere alla stazione. Ci salutò dicendo, con una voce venata di ironia, “ecco gli inseparabili”.

Serianni era questo. Un’Istituzione che non ha mai voluto separare sé stesso (sì, con l’accento, grazie Professore) dal contatto con gli altri. In un mondo in cui il rilievo sociale si tende a misurarlo con l’intoccabilità, Serianni si è sempre confrontato. Coerente, in questo, con l’idea che una lingua è un organismo vivente, che vive di contatti e di rapporto con la società civile. Quella società di cui si sentiva stabilmente parte, convinto che la lingua fosse lo strumento imprescindibile per realizzare una comunità.

Lui avrebbe detto (rigorosamente con la maiuscola) Lo Stato! “

Con gli  amici  Paolo Carnevale e Alessandro  Compagno desideriamo ricordare a tutti la nobile  figura  di  uomo e di studioso di  Luca  Serianni.

Anna Natalia   Paolo Carnevale   Alessandro  Compagno