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23 aggressioni a conducenti del servizio pubblico in neanche cinque mesi: la denuncia dei Sindacati

23 aggressioni a conducenti del servizio pubblico in neanche cinque mesi: la denuncia dei Sindacati

“23 aggressioni a conducenti in neanche cinque mesi. Basta, servono azioni urgenti e concrete. Abbiamo delle proposte, vogliamo condividerle il prima possibile con i vertici delle Aziende” – esordisce così il Sindacato Faisa Cisal, che prosegue:

Ogni giorno le cronache locali e nazionali raccontano di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di autisti del servizio di trasporto pubblico. Notizie inaccettabili sopratutto perché non si tratta di episodi sporadici ma frequenti e periodici. “Abbiamo delle proposte che vogliamo condividere con i vertici delle Aziende il prima possibile” spiega Luciano Colacchi, segretario provinciale Faisa Cisal.
Una situazione mai affrontata dai vertici aziendali negli anni mentre, giorno dopo il giorno, il personale di Cotral, Atac e del Tpl, rischia in prima linea.
Solo degli episodi denunciati alle forze dell’ordine, in questi primi cinque mesi scarsi del 2022, si sono avuti 20 episodi sui mezzi dell’Atac, una sul Cotral e due sul Tpl. Lo scorso anno furono, rispettivamente, 48, 7 ed 8.

“Numeri tanto impressionanti – commenta Colacchi – quanto intollerabili. Gli episodi denunciati quest’anno sono purtroppo in linea con quanto accaduto nel 2021. Continuando di questa media anche questo 2022 sarà un anno orribile per noi. A questi episodi, regolarmente segnalati alle forze dell’ordine, si vanno ad aggiungere tutti quei casi in cui le vittime hanno preferito, disilluse e scoraggiate, non denunciare nulla”.

“Ogni giorno i nostri autisti, il nostro personale di front office, è come se scendesse in prima linea – conclude il segretario Faisa Cisal -. Non si può pensare di andare a lavoro ed avere il timore di essere aggrediti. In tanti anni non è stato fatto nulla. Servono maggiori risorse e nuovi progetti perché quel poco che è stato messo in campo fino ad ora non è stato, evidentemente, sufficiente. Serve maggiore controllo dei mezzi, delle stazioni e delle fermate, con impianti di videosorveglianza che ormai hanno dei costi più che abbordabili.

Servono dotazioni di sicurezza e vorremmo che il nostro personale fosse munito di spray al peperoncino per potersi difendere. Chiederemo che nelle linee maggiormente prese di mira ci possa essere l’impiego di guardie private a bordo dei mezzi o comunque ci sia maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine” – concludono dal Sindacato.

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