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Il Frosinone si gioca il primo jolly nella sfida con la Lazio

Lazio

Un ruggito per mettere paura alla preda e azzannare il boccone. Proprio nella sfida con la Lazio, il Frosinone si gioca il primo jolly per tentare quello che, fino a qualche settimana fa, sarebbe stato considerato pura utopia.

L’aggancio alle genovesi adesso è un obiettivo reale e il Leone è chiamato ad una prova di grande coraggio, in una sfida dall’alto coefficiente di difficoltà sia tecnico che emotivo. Il derby non sarà mai una partita come tutte le altre e il Matusa si preannuncia gremito in ogni ordine di posto, con molti tifosi biancocelesti provenienti sia dalla capitale che dalle zone limitrofe che occuperanno ogni spazio della curva sud.

Dall’altra parte però, un vero e proprio muro giallazzurro sarà pronto a trascinare i suoi ragazzi, sognando quell’impresa solo sfiorata nella gara d’andata, quando i ragazzi di Stellone misero per lunghi tratti alle corde i più quotati rivali. Per farlo, bisognerà mettere in campo gli stessi valori mostrati a Empoli, cercando di evitare quegli errori che, alla lunga, potrebbero costare cari.

La vittoria in toscana ha caricato gli animi, ma allo stesso tempo è stata analizzata profondamente proprio per cercare di limare quelle incertezze che solo con l’aiuto di un pizzico di fortuna non hanno inficiato il risultato finale.

Rispetto alle informazioni circolate qualche giorno fa, ci sarà qualche modifica nelle probabili formazioni scelte dai due tecnici.

Scontato il ricorso al 4-3-3, il dubbio principale di Stellone ricade proprio nella scelta del centrocampista che dovrà affiancare Gori e Sammarco. Meglio i muscoli di un Chibsah finalmente riposato, il fosforo di una garanzia come Frara o le geometrie di un Gucher tenuto da un po’ di tempo in naftalina? Probabilmente la “griglia” virtuale di Stellone è proprio questa, con l’ex Sassuolo in vantaggio sui concorrenti, ma il fischio d’inizio è ancora lontano e di tempo per maturare la decisione finale ce n’è in abbondanza.

Per il resto, giochi praticamente fatti, con Leali che sta rinsaldando il suo posto a suon di grandi prestazioni e sarà ancora una volta il guardiano prescelto per i pali. In difesa, l’infortunio muscolare di Russo spiana la strada al rientro dal primo minuto di Ajeti, che affiancherà Blanchard al centro con Rosi e Pavlovic ad occupare le fasce. Tutto questo sperando che la “coperta” non diventi ancora più corta, visto che in panchina rimane il solo Pryima come alternativa al pacchetto centrale. L’eccesiva parsimonia nel mercato invernale rischiava di creare un vero e proprio allarme anche in avanti: la febbre accusata mercoledì da Daniel Ciofani ha fatto tremare tutti, ma il bomber di Avezzano ha smaltito subito i postumi del malanno e sarà regolarmente schierato al fianco di Dionisi e Tonev, con quest’ultimo in vantaggio su Paganini e Soddimo per una maglia da titolare.

Sul fronte capitolino sono previste diverse novità rispetto alla formazione che ha pareggiato giovedì scorso in Europa League in casa del Galatasaray, soprattutto per quanto concerne il reparto avanzato. Pioli ha recuperato in un sol colpo il terzino Basta e il centrale Bisevac, ma solo quest’ultimo troverà una maglia da titolare, probabilmente al fianco di Hoedt. Confermato Marchetti in porta, nel 4-2-3-1 disegnato dal tecnico sulle fasce agiranno ancora Konko e Radu, con Lulic destinato alla panchina.

Qualche dubbio a centrocampo, dove Cataldi potrebbe insidiare uno tra Biglia e Parolo, comunque favoriti per partire dal 1’. Sulla trequarti sarà rivoluzione: dentro Keità, Mauri e Candreva, che formeranno una seconda linea completamente nuova rispetto a quella andata in scena in Turchia. Grande incertezza per il ruolo di centravanti, con Djordjevic che alla fine potrebbe spuntarla su Matri e Klose.

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