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USB, il 6 maggio sciopero generale della scuola e manifestazione al Ministero dell’Istruzione

USB, il 6 maggio sciopero generale della scuola e manifestazione al Ministero dell'Istruzione

Di seguito, il comunicato dell’USB.

6 maggio 2022 sciopero generale della scuola

Il 6 maggio 2022 la scuola sciopera, con manifestazione nazionale al Ministero dell’Istruzione (Roma, viale Trastevere 76/A) a partire dalle 9.30.

Come denunciamo da tempo, l’intero sistema vive in una condizione di estrema crisi: organici docenti e ATA sottodimensionati, precarizzazione del lavoro, edifici fatiscenti e in molti casi non a norma, aule e strumentazioni inadeguate, sfruttamento di studenti e studentesse costretti a seguire percorsi di alternanza tra scuola e lavoro contrari al loro stesso processo di crescita e formazione.

La pandemia da COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno determinato il peggioramento del contesto nel quale ci troviamo a vivere e lavorare. Oggi più che mai, è necessaria la costruzione di un fronte di opposizione formato da studenti e lavoratori con l’obiettivo di riporre al centro la scuola pubblica statale nella sua funzione di strumento di emancipazione sociale e democratica.

Il governo Draghi e il ministro Bianchi non sembrano dello stesso avviso. La pubblicazione del Documento di Economia e Finanza 2022 è stata emblematica: il governo ha stabilito un progressivo disinvestimento sul settore istruzione, dal 4% del PIL del 2020 al 3,5% nel 2025. Come se non bastasse, il consiglio dei ministri ha da pochi giorni approvato un nuovo Decreto scuola che intendiamo contestare nel metodo e nel merito: una vera e propria riforma che cambierà, peggiorandole, la condizione di vita materiale di tutto il personale scolastico e che viene nuovamente imposta dal Governo e dal Ministero senza alcuna discussione, confermando un autoritarismo di fondo che abbiamo conosciuto da vicino con le grandi mobilitazioni studentesche degli ultimi mesi.

Come Unione Sindacale di Base e Opposizione Studentesca d’Alternativa ci impegniamo dunque a costruire per il 6 maggio, con lo sciopero dei lavoratori e il sostegno attivo degli studenti, una giornata di lotta e di opposizione alle politiche del Governo Draghi basata sulla seguente piattaforma:

  1. DIFENDERE IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DEL RIPUDIO DELLA GUERRA; contro L’ECONOMIA DI GUERRA, l’aumento delle spese per armamenti e servitù militari e CONTRO QUALSIASI COINVOLGIMENTO BELLICO
  2. OPPORCI AL NUOVO DECRETO SCUOLA SU RECLUTAMENTO E FORMAZIONE che introduce un vero percorso a ostacoli per la stabilizzazione dei precari, una formazione in orario aggiuntivo (obbligatoria per i docenti neo-immessi dal 2023-24), un’incentivazione salariale (di fatto a discrezione del Dirigente) destinata solo al 50% di coloro che si sottoporranno “volontariamente” all’indottrinamento di Stato, consegnando la scuola alle lobby della formazione
  3. PER L’ABOLIZIONE DEI PCTO e DEGLI stage e restituire alle scuole gli strumenti e i fondi per il potenziamento dei laboratori e per l’internalizzazione dei percorsi di avvicinamento al mondo del lavoro
  4. investire i fondi del P.N.R.R. non nella digitalizzazione selvaggia, ma per ridurre ORDINARIAMENTE a massimo 20 il numero degli alunni per classe (15 in presenza di alunne/i con disabilità e per emergenze come la pandemia in atto), assumere i docenti con 3 anni di servizio e gli ATA con 2, investire in modo significativo nell’edilizia scolastica, per l’80% non a norma e per il 50% priva persino dell’agibilità.
  5. PER lAMPLIAMENTO degli organici dei docenti e degli ATA
  6. PER il rinnovo DEL CONTRATTO, scaduto ormai da più di 2 anni, con aumenti significativi uguali per tutti che permettano di recuperare il 20% del potere d’acquisto perso negli ultimi decenni e di difendere i salari reali dalla ripresa dell’inflazione e dal carovita drammaticamente peggiorati dalle guerre in corso.
  7. Contro i quiz Invalsi e il Sistema nazionale di valutazione
  8. PER UNA VERA DEMOCRAZIA SINDACALE contro il monopolio delle organizzazioni sindacali concertative, per dare ai lavoratori il potere di decidere chi deve rappresentarli.