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Cronaca

Morto Michele Ricciotti, figura di spicco del Partito Comunista di Pavona. Oggi i funerali

Nelle scorse ore è venuto a mancare Michele Ricciotti, figura di spicco del Partito Comunista di Pavona. I funerali si terranno nella giornata di lunedì 4 aprile, alle ore 14,00 nella chiesa Sant’Eugenio di Pavona. Per ricordare Michele, i Comunisti dei Castelli Romani pubblicano la sua ultima intervista.
 
STORIE E IMMAGINI DEL PARTITO COMUNISTA DI PAVONA
Le vite impegnate dei pavonensi
STORIA DI MICHELE RICCIOTTI
 
La prima tessera del Partito Comunista presa nel 1950. Dalle campagne di Alatri ai cantieri di Roma con l’ing. Marchini. Le durissime manifestazioni contro la legge truffa. L’impegno nelle Feste dell’Unità e nel Partito come grande esperienza collettiva. Pronto a rimettersi al lavoro con un nuovo Partito Comunista.
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“Mi sono iscritto al PCI che avevo 16 anni nel 1950. All’epoca abitavo ad Alatri e mi occupavo di tutti i problemi con il partito. In particolare, mi impegnavo nella diffusione dell’Unità nelle contrade e nell’organizzazione dei comizi nelle campagne di Alatri. Nel 1954 sono stato eletto consigliere comunale ad Alatri con il PCI e nel 1957 mi sono sposato. Ho fatto mille lavori: ho fatto il sensale per quattro anni e portavo gli operai nelle campagne, ho lavorato in una vaccheria per due anni, ho fatto il muratore. Nel 1956 l’Onorevole Claudio Cianca del PCI mi aiutò a trovare lavoro a Roma e ho iniziato a lavorare con l’impresa del vecchio ingegnere Marchini, che stava costruendo vicino alle grotte di Nerone. Nei cantieri Marchini facevo un grande lavoro per organizzare sindacalmente gli operai. In quegli anni ho conosciuto anche i figli del vecchio ingegnere Marchini, in particolare Simona Marchini, che poi è diventata una famosissima attrice”.
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Quali motivazioni e quali aspettative ti hanno spinto a militare nel PCI?
Michele non ha alcuna esitazione. “All’epoca c’era una grande povertà, ma c’era anche una grossa solidarietà tra i compagni del Partito Comunista. Il PCI mi ha dato una grossa mano ad uscire dalla fame e dalla povertà, per riuscire a trovare delle opportunità di lavoro a Roma”.
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Quale manifestazione ricordi con maggiore passione?
“La manifestazione di piazza che ricordo ancora è quella di Roma contro la legge truffa. Lavoravo con Marchini ed era l’ultimo anno del governo Scelba. Fu una manifestazione grandissima e scioperarono tutte le categorie. All’angolo di Via Torino siamo stati attaccati e manganellati dalla polizia di Scelba. Io portavo la bandiera del PCI. Fu uno scontro durissimo. Il corteo è stato attaccato anche con le pompe dell’acqua. Ho avuto otto giorni di prognosi e ho subito anche una denuncia. Ricordo benissimo. Fu veramente una grandissima manifestazione contro la legge truffa di Scelba”.
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E quando sei venuto ad abitare a Pavona?
“Sono arrivato a Pavona nel 1973 con mia moglie e i miei 4 figli.
A Pavona ho sempre dato un grande impegno nella cucina della Festa dell’Unità. All’inizio lavoravamo con il fuoco a legna. Abbiamo cacciato un sacco di soldi per comprare la sede della sezione del PCI a Pavona, soprattutto con un grande lavoro alle Feste dell’Unità per pagare le cambiali. Oggi la sede è chiusa ed è proprietà di una fondazione.”
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Qual è stato negli ultimi anni il tuo impegno politico?
“Negli ultimi anni mi sono impegnato per trovare il locale in Via Leonardo da Vinci per portare il sindacato a Pavona, il CAF della CGIL e lo sportello dello SPI per i pensionati. A Pavona siamo arrivati anche a 900 iscritti al sindacato. Oggi però il sindacato ha chiuso la sede di Pavona. E’ veramente una brutta vicenda. Sarebbe molto importante riaprire uno sportello sindacale a Pavona per offrire dei servizi ai cittadini e per aiutare soprattutto gli anziani.”
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Pensi che le condizioni dei lavoratori e del Paese siano migliorate o peggiorate dopo la fine del PCI?
“Oggi stiamo peggio. Con il PCI stavamo sicuramente meglio. Finito il PCI è finita una storia di grande solidarietà tra i compagni, di impegno e di riunioni. Mi è sempre piaciuto stare nel partito. Posso dire che con il partito ho dato la mia vita”. Michele si alza e va a prendere un libro. Mi mostra il libro sulla vita di Enrico Berlinguer e mi dice: “Lo conosci questo libro? Questo è un libro su Enrico Berlinguer. Ogni tanto mi metto a leggere le storie del Partito Comunista. Nel 1956 a Roma ho anche mangiato insieme al compagno Enrico Berlinguer”.
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Ritieni utile per i lavoratori e per il Paese un nuovo Partito Comunista?
Michele non ha dubbi: “Per me sarebbe molto utile un nuovo Partito Comunista. Ci voterei subito e mi rifarei anche la tessera. Mi metterei subito al lavoro. Io ci ho tenuto molto al Partito Comunista e ho fatto tantissime lotte con il Partito. Pensa quando mi sono iscritto al Partito, mia madre mi ha cacciato di casa per due giorni perché era stata convinta che i comunisti mangiavano i bambini e levavano la terra ai contadini”.
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Quale passione ti impegna maggiormente ora che sei in pensione?
“Adesso mi dedico alla lettura e ogni tanto faccio qualche innesto. Tante persone mi chiedono di scrivere un libro su come coltivare il giardino. Alla dott.ssa Buffa ho portato il mio libro di agraria, in cui sono spiegati gli innesti, come piantare le piante, come curare le piante dalle malattie. Forse un giorno farò un libro su internet o una pagina facebook”.
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Articolo scritto da Danilo Ballanti e Francesco Biancalana (Luglio 2015)