Casilina News
Attualità

Ceccano, post pro Russia di Gizzi: è bufera via web

ceccano post russia gizzi

Polemiche a Ceccano dopo il post di Stefano Gizzi, Assessore della Giunta Comunale. Gizzi, attraverso un post Facebook, ha manifestato “Solidarietà alla Russia” con tanto di nastro di San Giorgio vittorioso sul drago.

La replica di Mauro Buschini

Questa ennesima dichiarazione di Stefano Gizzi è semplicemente vergognosa.
Non è la prima volta che le sue “performance” scadono nell’offesa degli altri, ma questa volta l’assessore del comune di Ceccano deve chiedere scusa.

Al popolo Ucraino, alle donne violentate ed uccise, ai bambini terrorizzati, uccisi o abbandonati, a tutti coloro che hanno perso la vita o costretti a fuggire in altri Paesi.

Il sindaco del Comune di Ceccano prenda immediatamente le distanze, i ceccanesi non sono questo.

La contro replica dell’assessore di Ceccano

Leggo di un post di Mauro Buschini, indignato a comando, come da sempre fa la Sinistra più ipocrita. Gente lontana mille miglia dalla sincerità politica, che intende riempire il vuoto dei loro risultati amministrativi andando a spulciare sui post degli altri per alzare polveroni e fare polemiche.

Buschini critica la lettera Z in russo, di cui nemmeno conosce la nobiltà araldica del Nastro di San Giorgio. Infatti, ricorda il sacrificio di ben 25 milioni di russi nel fermare il nazismo. Ma a parte questo, se non gli piace la lettera Z, ci parli lui della lettera A, ci parli del pasticcio di Allumiere. Infatti, come è andata a finire la concorsopoli di Allumiere, per la quale Buschini si dimise? Come era il suo rapporto politico con gli indagati. Ecco, ci parli di questo non della Russia.

Che cosa pensa Buschini dei rinvii a giudizio di poche settimane fa? Quando ci sarà trasparenza sulle assunzioni negli enti pubblici? Poi ci parli dell’ambiente, dei mancati investimenti, delle bonifiche che arrancano, delle migliaia di casi di gravi tumori presenti nella Valle del Sacco, delle migliaia di giovani morti prematuramente con un ambiente altamente compromesso.

Le gravi responsabilità della Regione Lazio sono sotto gli occhi di tutti, non la Russia. Buschini ci parli degli ospedali chiusi dal Centrosinistra, dalla politica fallimentare della sua componente nella sanità pubblica regionale.

Poi, ricordiamo sempre l’indignazione a metà. Quando a Cassino, vergognosamente, hanno esaltato come eroiche le gesta criminali dei soldati marocchini, nessuno a sinistra ha detto nulla, in ricordo delle inenarrabili sofferenze delle donne ciociare