Cronaca

Roma. Corruzione per il rilascio di pratiche edilizie e amministrative: nei guai diverse persone

Condividi su Facebook Condividi su Whatsapp Condividi su Telegram Condividi su Twitter Condividi su Email Condividi su Linkedin
Sequestrati beni per 700mila euro a un pregiudicato di Nettuno

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelari con la quale il Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di 2 soci di uno studio tecnico e di un pubblico ufficiale, nonché la misura della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di tre mesi nei confronti di altri 3 pubblici ufficiali, indagati, secondo l’ipotesi di accusa, per fatti di corruzione per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio.

I dettagli dell’indagine

La vicenda investigata è relativa a presunti episodi in cui, a fronte della corresponsione di somme di denaro o altre utilità da parte dei soci di uno studio tecnico sito nella Capitale, appartenenti alla Polizia Locale di Roma e un funzionario amministrativo di un Municipio avrebbero, a vario titolo, fornito informazioni riservate, avvisato preventivamente l’effettuazione di controlli di polizia amministrativa, omesso di rilevare irregolarità o violazioni in occasione di detti controlli e agevolato il rilascio di licenze e autorizzazioni in favore dei clienti dello studio.

LEGGI ANCHE – Cyberbullismo a Roma. Tormentano un compagno di classe: nei guai tre giovanissimi

Sulla base degli elementi di prova finora raccolti e grazie alla fattiva collaborazione fornita dai citati Enti
pubblici, il G.I.P. ha ritenuto raggiunta la gravità indiziaria in ordine ai delitti contestati, per i quali la Procura
della Repubblica ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari.

Il provvedimento è stato emesso nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali
acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.

Foto di repertorio