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Riscaldamento in condominio: come vanno ripartite le spese?

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La pandemia da Coronavirus ha cambiato le abitudini degli italiani, stravolgendo il modo di vivere di adulti e bambini. Il lavoro in ufficio si è trasformato in lunghe giornate di Smart Working, la scuola, per oltre un anno, ha dovuto fare i conti con didattica a distanza e quarantene di classe.

Anche per quel che concerne la vita dentro casa, il Covid-19 ha mutato annose certezze: nel nostro Paese, ora, si preferisce l’acquisto di appartamenti con ampi spazi esterni (terrazze, giardini privati, grandi balconi) o in condomini vicini ai servizi essenziali, come supermercati, bar o aree verdi.

Rispetto alla casa autonoma, gli edifici condominiali offrono un gran numero di vantaggi e benefici importanti. Il più importante? Riguarda la ripartizione delle spese e i costi di gestione, notevolmente ridotti rispetto a chi vive in una casa indipendente.

Come funziona la ripartizione delle spese per il riscaldamento?

Un discorso a parte va fatto per la suddivisione delle spese per il riscaldamento, secondo quanto si legge nel decreto legislativo 14 luglio 2020 n. 73 con cui sono state introdotte alcune importanti modifiche al decreto legislativo n. 102/2014 relativo all’efficienza energetica degli edifici.

La normativa in vigore prevede che le spese correlate al consumo di calore per il riscaldamento, il raffreddamento e l’utilizzo domestico di acqua calda vengano ripartite tra tutti i condòmini attribuendo una quota minima del 50% sulla base del consumo effettivo della singola unità abitativa.

In poche parole, tolte i costi dovuti per la manutenzione ordinaria e di gestione dell’impianto centralizzato che sono uguali per tutti, ogni condomino paga l’energia che consuma in casa.

Il restante 50% – si legge nel testo del l D.lgs. 73/20 – “ovvero gli importi involontari, sono suddivisi in base ai millesimi, ai metri quadri o i metri cubi utili, oppure in base alle potenze installate”. Inoltre, “è fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi di cui al presente comma, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà”.

Il servizio di lettura dei contabilizzatori di calore a Roma

La lettura dei contatori di ogni unità abitativa, necessaria per procedere con la ripartizione dei costi, viene effettuata da una ditta specializzata in materia di contabilizzazione del calore attraverso l’utilizzo di un palmare che consente anche la verifica automatica del buon funzionamento e/o manomissione dei ripartitori.

I dati e le informazioni raccolte vengono comunicate all’amministratore condominiale o, in alternativa, ad un altro soggetto individuato dagli utenti e adoperati per la fatturazione dei consumi.

A Roma, grazie all’esperienza maturata in più di 40 anni di attività nel settore dell’impiantisca, il servizio di contabilizzazione del calore è offerto da Sarci, azienda specializzata, tra le altre cose, nell’installazione e manutenzione di impianti termici in qualità di terzo responsabile e nell’installazione e manutenzione di impianti di climatizzazione industriale e sanificazione dei climatizzatori.