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Botta e risposta tra Legambiente e il Sindaco di Frosinone sui recenti dati legati alla qualità dell’aria

Botta e risposta tra Legambiente e il Sindaco di Frosinone sui recenti dati legati alla qualità dell'aria

Botta e risposta tra Legambiente e il Sindaco di Frosinone sui recenti dati legati alla qualità dell’aria. Di seguito, le parole di Legambiente e in fondo il riferimento di cui si fa inizialmente cenno, con le parole del Sindaco:

Le dichiarazioni del Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani in merito ai dati dell’ultimo rapporto Mal’Aria di Legambiente necessitano di un commento che provi a rispondere a due domande.

La prima: è lecito rallegrarsi per i dati sulla qualità dell’aria riguardanti Frosinone?

Se guardiamo ai soli numeri e li confrontiamo con quelli di dieci anni fa, ha ragione il Sindaco: il numero di sforamenti dei limiti giornalieri delle PM10 registrati dalle centraline ARPA è diminuito da allora. Ottaviani dimentica però di dire che in questi dieci anni la ricerca scientifica e i dati epidemiologici hanno certificato un impatto sanitario del particolato atmosferico sensibilmente più elevato di quanto non si credesse anni addietro, tanto da spingere l’OMS a pubblicare nel novembre 2021 le nuove linee guida che hanno rivisto – ribassandoli – i valori limite delle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici. Per questo, in linea con le nuove evidenze scientifiche, fra cui da ultimo le correlazioni tra l’esposizione cronica ad elevati livelli di inquinanti atmosferici e l’aumento della sintomatologia da Covid-19, si sta rivedendo in sede europea la Direttiva sulla qualità dell’aria, puntando decisamente all’obiettivo “zero emissioni” e al restringimento dei limiti normativi, che verosimilmente convergeranno con quanto raccomandato dall’OMS. Alla luce di ciò, sarebbe quanto mai opportuno contenere gli entusiasmi e moltiplicare piuttosto gli sforzi collettivi per rimuovere le cause riconosciute essere alla base dell’inquinamento atmosferico.

La seconda, ineludibile domanda è: quanto hanno influito le politiche dell’amministrazione Ottaviani nel determinare il miglioramento osservato nei parametri analizzati nel rapporto Mal’Aria (e cioè PM10, PM2.5 e NO2)?

Su questo, il triplo salto mortale del Sindaco nell’intestarsi il merito dei risultati raggiunti è strabiliante, tanto più che il miglioramento della qualità dell’aria che emerge dal rapporto non è certo limitato a Frosinone ma è comune un po’ a tutta Europa, Italia compresa. Secondo Ottaviani, “il report (…) certifica la validità delle iniziative messe in campo dell’amministrazione”. È lo stesso sindaco ad elencare tali iniziative, ed allora vale la pena esaminarle una ad una. 1) Il trasferimento del deposito Cotral, dallo Scalo a piazza Pertini: è possibile che abbia contribuito a ridurre le emissioni misurate da ARPA, ma solo perché ha allontanato la sorgente emissiva dalla centralina dello Scalo, non certo perché ha ridotto le emissioni nel loro insieme. 2) L’introduzione di mezzi del trasporto pubblico a metano: si tratta di una misura il cui peso è molto vicino a zero, se si pensa che il numero di km percorsi dai mezzi pubblici è una frazione del tutto insignificante rispetto ai km percorsi dalle auto private in città e sull’A1. Oltretutto, rivendicarla come un successo proprio oggi che le flotte delle città europee stanno passando alla trazione elettrica suona alquanto superato. 3) Il progetto Urban Forestry: piantare alberi è sempre una buona idea, ma l’impatto di qualche decina di nuove piantumazioni sui livelli di polveri sottili non può che essere del tutto trascurabile. 4) L’adozione del PUMS: non ce ne voglia il Sindaco, ma ci permettiamo di dubitare che l’aria che respiriamo si sia accorta dell’adozione del Piano, visto che tutte le misure in esso contenute sono ancora da realizzare. Lo stesso dicasi per l’efficientamento energetico di alcuni edifici pubblici, intervento senz’altro importante ma che è ancora solo sulla carta. 5) Quanto ai successi della raccolta differenziata, la sensazione è che nella foga autoincensatoria il Sindaco si sia un po’ lasciato andare, giacché non si comprende cosa c’entri questo tema con la qualità dell’aria.

Al di là della propaganda, se si vuole capire un fenomeno complesso quale l’inquinamento atmosferico, occorre guardare ai trend in atto nei settori che incidono maggiormente nelle aree urbane, ovvero la mobilità e il riscaldamento domestico. È ragionevole ipotizzare che il rinnovamento del parco auto da un lato, e il progressivo abbandono dei camini aperti dall’altro (oltre al ridimensionamento della deplorevole pratica dei fuochi all’aperto), abbiano giocato un ruolo significativo nei miglioramenti osservati. Su questo versante è giusto dire che i risultati raggiunti sono merito della cittadinanza, come rileva il Sindaco.

Ma le 50mila morti premature l’anno imputabili in Italia alla cattiva qualità dell’aria non permettono di abbassare la guardia e impongono invece un deciso cambio di passo, con la messa in campo di azioni efficaci, incisive e durature per conseguire a Frosinone i target di riduzione delle concentrazioni di PM10, PM2.5 e NO2 in linea con i valori raccomandati dall’OMS, vale a dire rispettivamente -41%, -69% e -61%. Più in generale, c’è da lavorare sodo per raggiugere l’obiettivo strategico di costruire una città a zero emissioni, che a Frosinone appare ancora una chimera. Su questo, Legambiente a Frosinone c’è, ed è sempre disponibile ad un confronto con l’amministrazione comunale scevro da sterili contrapposizioni.

Stefano Ceccarelli, Presidente del Circolo Legambiente “Il Cigno” di Frosinone APS

Queste le parole a cui si riferisce Legambiente:

Frosinone, Ottaviani: miglioramento qualità dell’aria, merito dei cittadini.

L’ultimo report sulla “Mal’aria”, relativo alle emissioni inquinanti delle città italiane, ha certificato il sensibile miglioramento della qualità dell’atmosfera nel capoluogo ciociaro. La stessa indagine realizzata nel 2013 (prendendo in esame, dunque, i dati delle centraline nel 2012) registrava, nel capoluogo, 120 sforamenti, posizionando, così, la città, all’epoca, al secondo posto tra i capoluoghi con il maggior numero di superamenti del limite medio giornaliero di 50 μg/m3. Dieci anni dopo, la stessa indagine, nel menzionare le 20 città con maggiore concentrazione di Pm10, del nord, centro e sud Italia (tra cui Milano, Lodi, Brescia, Torino, Cremona, Mantova, Vicenza, Treviso, Asti, Alessandria, Venezia, Piacenza, Reggio Emilia, Padova, Modena, Avellino e Verona), non indica più la città di Frosinone tra quelle di maggiore criticità, pur essendo opportuno continuare su questo trend positivo.

“Il report con i relativi dati pubblicati da Legambiente – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – certifica la validità delle iniziative messe in campo dell’amministrazione e il grande impegno profuso da tutti i cittadini nel mettere in atto pratiche amiche dell’ambiente. Il rispetto dell’ecosistema, infatti, è sinonimo di migliore qualità della vita e, proprio partendo da questo assunto, l’amministrazione ha lavorato, in questi anni, per introdurre accorgimenti per portare benefici effettivi alla qualità dell’aria e all’ecosistema della nostra città. Si pensi al trasferimento del deposito Cotral, dallo Scalo a piazza Pertini, dopo mezzo secolo di permanenza di fronte alla stazione, o all’introduzione di automezzi del trasporto pubblico tutti euro 6 o a metano. Parte dei proventi delle risorse provenienti da danno ambientale sono stati destinati al progetto generale di Mobilità sostenibile. Senza contare, appunto, l’adozione del Pums (Piano urbano Mobilità Sostenibile), la prossima realizzazione di un sistema di piste ciclabili e i tanti controlli disposti sugli impianti di riscaldamento civili e industriali. C’è poi il progetto redatto dall’ufficio ambiente dal titolo “Folium – Urban forestry” che prevede la messa a dimora e la cura di nuovi alberi sul territorio comunale, al fine di creare un sistema integrato unico di verde urbano territoriale tale da avere un effetto sinergico nel rimuovere notevoli quantità di inquinanti e contribuire a ridurre l’anidride carbonica. Non dimentichiamo, poi, gli interventi di efficientamento energetico della sede comunale di piazza VI dicembre, e di numerosi istituti scolastici, come ex “Ricciotti” e “Giovanni XXIII”, che incrementeranno la sostenibilità energetica e ambientale degli edifici, diminuendo le spese dei costi di gestione. Da sottolineare anche l’introduzione, ormai divenuto patrimonio comune, delle isole pedonali domenicali, nella parte alta e in quella bassa della città, con il progetto “A passeggio per due km”. L’abitudine consolidata di trascorrere molto tempo all’aria aperta, nei parchi urbani, come quello del Matusa, che ha cambiato il concept urbano delle famiglie.

Per quanto riguarda i dati relativi alla raccolta differenziata, siamo passati, con l’introduzione del porta a porta su tutto il territorio comunale, dal 16% ad oltre il 70%, traguardo raggiunto grazie agli sforzi di tutti i cittadini e che concorre a rendere il nostro capoluogo uno dei più avanzati in tema di rispetto ambientale. Questo significa che istituzioni e cittadini, con le buone pratiche, possono ancora incidere sulla tutela di beni primari, raggiungendo dei range più che accettabili, che intendiamo migliorare ulteriormente. Quando si parla di azioni da intraprendere in materia di sostenibilità e di lotta alle emissioni – ha concluso il sindaco Ottaviani – possiamo solo partire dalla consapevolezza che non esistono traguardi definitivi, ma solo un punto da cui partire per compiere passi in avanti a favore del diritto alla qualità dell’aria e alla qualità della vita di tutti i cittadini.

Se non vi fosse stata in questi anni una partecipazione attiva dell’intera cittadinanza alle innovazioni tecnologiche e comportamentali che l’amministrazione comunale ha introdotto, probabilmente, non avremmo mai raggiunto questi risultati”.