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Cronaca

Vicovaro, stanca di ricevere botte dall’uomo che amava trova il coraggio di denunciare

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I Carabinieri della Stazione di Vicovaro hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico emessa dal Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura della Repubblica.

Ecco i dettagli

Il Gip del Tribunale di Tivoli, infatti, al termine delle indagini condotte dalla Procura, ha accolto le richieste del PM che, in stretta collaborazione con i Carabinieri della Stazione di Vicovaro, si sono occupati del caso di una donna di nazionalità romena.

La 52enne, agli inizi di settembre, con il sostegno dei militari della Stazione Carabinieri di Vicovaro, ha deciso di denunciare gli anni di violenze fisiche e psicologiche subite durante la relazione, per fortuna nel frattempo interrotta, avuta con un connazionale. I militari, dopo aver raccolto la denuncia, hanno fatto scattare immediatamente il protocollo operativo previsto per i casi del c.d. “Codice Rosso” per le vittime di violenza “di genere” appartenenti alle categorie più sensibili e a minorata difesa e per la cui gestione, la Procura della Repubblica di Tivoli è punto di riferimento a livello nazionale.

Le indagini hanno permesso di accertare le condotte del 49enne che, oltre alle violenze adoperate durante la relazione, non aveva accettato neanche il termine della stessa, iniziando ad inseguire la donna nei suoi spostamenti, terrorizzandola con la sua persistente e violenta richiesta di ritornare insieme. La donna, per anni ha subito in silenzio, ma poi, con coraggio e probabilmente spinta anche dalle diverse campagne di sensibilizzazione sul tema, ha deciso di denunciare, stanca di ricevere botte dall’uomo che diceva di amarla.

Con l’esecuzione della misura cautelare nei confronti dell’uomo, ritenuto dal Gip gravemente indiziato dei reati contestati, l’incubo della donna, può definirsi terminato e tutto questo grazie all’attenzione e alla meticolosità dell’indagine condotta dalla Procura di Tivoli che ha permesso una rapida risposta ad un caso delicatissimo.

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Questo caso a lieto fine, però, non deve far abbassare la guardia su un fenomeno in continua crescita e su cui sia la Procura di Tivoli che l’Arma dei Carabinieri svolgono quotidianamente attività di contrasto. Gli operatori di polizia, infatti, sono costantemente aggiornati dalla Procura di Tivoli circa i “campanelli di allarme” tipici di queste situazioni al fine di poterli immediatamente riconoscere ed attivare le procedure del “Codice Rosso”. Tuttavia, l’invito alle vittime resta sempre quello di segnalare tempestivamente situazioni di pericolo per la propria o altrui incolumità, anche per il tramite del Numero Unico di Emergenza 112 e denunciare i responsabili di comportamenti violenti.

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