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La pressopiegatura: tutti i segreti della lavorazione

La pressopiegatura: tutti i segreti della lavorazione

Conosciuta anche con il nome di flessione, la piegatura è – nella meccanica applicata – il comportamento che caratterizza un elemento strutturale snello che subisce un carico esterno che viene applicato in senso ortogonale rispetto a un asse longitudinale di quel componente. I tecnici di L.a.m.a. S.r.l. ci aiutano a saperne di più.

In che cosa consiste la tecnica della pressopiegatura?

La piegatura è un processo indispensabile su cui si fa affidamento per la lavorazione lamiere Roma. Supponendo che l’elemento strutturale sia definito in modo che una delle sue dimensioni sia pari o inferiore a un decimo degli altri due, si parla di fascio per indicare che la lunghezza è decisamente maggiore rispetto allo spessore e alla larghezza. Per citare un esempio concreto, in un armadio l’asta che si abbassa a causa del peso degli indumenti che sono appesi può essere considerata un fascio sottoposto a curvatura. Una shell, invece, è una struttura che può avere una qualunque forma geometrica con la larghezza e la lunghezza che sono pari, mentre è decisamente più piccolo lo spessore della struttura, cioè la parete. La shell, o conchiglia, può essere identificata in un tubo corto e sottile con un diametro molto ampio: esso sperimenta la curvatura nel momento in cui è appoggiato alle sue estremità e caricato ai lati.

Di che cosa si parla quando si fa riferimento al piegamento?

Questo concetto a dir la verità è piuttosto ambiguo se viene a mancare un qualificatore, dato che localmente la piegatura si può presentare in qualunque oggetto. È questo il motivo per il quale gli ingegneri a seconda dei casi parlano di piegatura delle conchiglie, di piegatura delle piastre, di flessione dei fasci, di piegatura delle aste, eccetera. Per tornare alla vostra prima domanda, lo scopo della pressopiegatura è quello di garantire la produzione di parti di lamiera sottili e lunghe: per questo si utilizza il freno a pressare, che è la macchina tramite la quale il metallo viene piegato.

Come è fatta la macchina per la pressopiegatura?

La pressa presenta, nella sua parte inferiore, una scanalatura a V che prende il nome di die. Nella sua parte superiore, invece, c’è un punzone che spinge verso il basso la lamiera, diretta nel buco a V, così che esso risulti curvato. La flessione dell’aria costituisce il più diffuso metodo moderno (anche se comunque esistono molteplici tecniche). La matrice si caratterizza per un angolo più duro rispetto alla curva auspicata: in genere, per una curva a 90 gradi è di 85 gradi. La corsa dello strumento superiore viene controllata per far sì che il metallo venga spinto in basso perché possa essere piegato per 90 gradi. La forza di piegatura di una macchina a scopo generale è, di solito, di 25mila chili per ogni metro di lunghezza. Una specie di calibro posteriore serve, infine, a posizionare lungo il pezzo la profondità della curva. Il computer controlla il backgauge, in modo che gli operatori possano eseguire tutte le curve che si ritengono necessarie.

Quali sono le caratteristiche peculiari della vostra attività?

Il nostro obiettivo è quello di garantire sempre la massima soddisfazione della clientela. Per questo ci avvaliamo unicamente di materiali performanti, che per altro con il passare del tempo hanno conosciuto una profonda evoluzione. In particolare siamo specializzati nel taglio waterjet, che denota prestazioni elevate e si distingue rispetto al taglio laser o a quello al plasma perché, essendo freddo, non è foriero di alterazioni. La tecnica del taglio ad acqua viene messa in pratica e controllata dai nostri professionisti ed esperti, che vantano una competenza davvero approfondita in questo settore.

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