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Cisterna, la storia di Alessio: “Ho un tumore ma voglio veder crescere mio figlio”

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Aiutate Papà Alessio e la lotta contro il cancro: l’appello

Salve a tutti mi chiamo Alessio, due anni fa è venuto al mondo Marco una delle mie più grandi gioie. Mentre Marco era ancora nel pancione della mamma decidemmo io e la mia compagna di ristrutturare casa quindi oltre alla sua gioia c’era anche quella della casa, eravamo indaffarati nel fare e disfare la nostra casa un giorno decisi di cambiare il pavimento del mio bagno, e così di punto in bianco presi e mi recai in un negozio di edilizia per comprare questo benedetto pavimento. Quel giorno ricordo come oggi pioviccicava parcheggiai il furgoncino sulla rampa di casa presi un fascio di mattonelle (Pavimento) e scivolai.

Per settimane mi portai dietro questo dolore sciatico che secondo me era dovuto alla caduta, provai con mille antidolorifici dalle punture a quelli in bustina ma nulla. Nel frattempo di questo calvario nacque Marco e per un po’ non pensai più al dolore ma solamente alla gioia di avere un figlio. Un giorno tramite consiglio di un amica mi recai a fare una risonanza magnetica alla colonna ad una centro vicino a me, aspettai con ansia la risposta che arrivò subito dopo 3 giorni, anche quel giorno ricordo come se fosse oggi, sul quel foglio c’era su scritto (Si consiglia scintigrafia ossea) capii già che qualcosa non andava.

La settimana seguente preoccupato mi recai all’ospedale Gemelli di Roma dove feci una TAC a pagamento d’urgenza, quella sera rimasi li in ospedale perché il tecnico radiologo mi confermò la presenza di varie metastasi diffuse su tutto il corpo per l’esattezza 23. Dopo questa risposta non riuscii più a capire quello che mi stava succedendo, tantomeno mio padre che era li presente e che a vederlo era irriconoscibile un uomo distrutto dalla mia salute, eravamo praticamente senza armi a dover competere con un mostro più forte di noi e del mondo. Mi ricoverarono subito e mi fecero vari accertamenti nelle settimane successive, fino ad arrivare alla conclusione di un Adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule non da fumatore, la diagnosi era fatta e ai miei genitori venne detto che la mia sopravvivenza di vita era di circa tre mesi, tutto questo accadeva il 30 agosto 2019, rimasi in ospedale per un pò di tempo senza vedere mio figlio e con la speranza che tutto questo potesse finire.

Non ci siamo arresi alla diagnosi ne io ne i miei genitori ne mia sorella ne la mia compagna e così ci siamo messi alla ricerca di un professore più in gamba in tutta Italia che poteva cercare di fare un qualcosa per il mio stato di salute, Andai a fare altre visite a pagamento fino a quando arrivai allo IEO di Milano dove lì trovai un gran Prof. che mi diede speranza nel continuare a vivere. Iniziai così un trattamento a bersaglio molecolare dato dal sistema sanitario lombardo ma che durò per meno di un anno perchè il mio tumore mutò e fummo costretti a cambiare farmaco, non fù così facile perchè il nuovo farmaco che tutt’ora prendo è in fase di sperimentazione e quindi ci voleva un mese di tempo prima che venisse approvato dalla federazione italiana del farmaco. Io questo tempo non potevo perderlo senza cure, l’unico modo era andare in germania e comprarlo, e così feci riuscii a contattare una farmacia in Germania che mi recapitasse il farmaco con un costo di 8000,00€, riuscii a pagarli e a farmi spedire il farmaco in italia, iniziai subito le cure senza attendere nel mentre programmavo un intervento alla testa con ablazione laser per rimuovere una metastasi dal cervelletto della grandezza di 2.1cm. La dottoressa che mi operò era fantastica ti faceva sentire a casa e l’intervento fù velocissimo il problema restava sempre l’affronto delle spese mediche.

Ora mi ritrovo con un anca fratturata dalle metastasi e con le stampelle in attesa anche questa volta di un intervento dopo tante e molteplici visite a pagamento e con la certezza che ogni giorno devo spostarmi da roma a milano per prendere il farmaco salvavita, una volta al mese devo soggiornare a Milano per il ritiro del farmaco. C’è un vaccino contro il cancro in America ma  le spese sono esorbitanti, per informazioni vi allego qui il link: (http://www.quotidianosanita.it/m/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=45184 )è per questo che ho aperto una campagna fondi a chi mi potesse aiutare con la speranza di riuscire a guarire, per vedere crescere mio figlio. Grazie a tutti Alessio e Marco.

Il mio  IBAN IT21F0100573950000000005136.

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