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Elezioni Comunali di Roma, si va verso il ballottaggio: ecco chi potrebbe “scontrarsi”

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Come ampiamente provato, si va verso un ballottaggio al Comune di Roma. Stando agli exit poll, al momento, sono due i candidati che andrebbero a contendersi la poltrona di nuovo Sindaco della Capitale. Scopriamo chi sono.

Elezioni Comunali di Roma, si va verso il ballottaggio: i nomi

Presumibilmente, il ballottaggio potrebbe essere tra Michetti e Gualtieri. Un cambio di rotta in direzione della Destra, dopo i due precedenti governi PD (Centro-Sinistra, almeno sulla carta) e M5S. Al momento, il candidato si FdI e Lega sembra quello che ha preso maggiori voti e presumibilmente a pesare su questo fattore sono stati semplicemente i Partiti a cui fa capo.

Nonostante vari scivoloni mediatici, sembra che non ne abbiano risentito molto. Subito dopo Gualtieri, che può contare su un Partito strutturato, seppure in netta decrescita fiduciaria. E a proposito di poca fiducia, sembra che la Raggi abbia finito il credito e sia stata il candidato meno votato tra i 4, mentre Calenda, che alle spalle ha il suo Partito personale Azione, sarebbe il terzo più votato. Ribadiamo che si tratta di exit-poll e non ancora di dati ufficiali.

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Ci vorranno diverse ore prima di completare lo spoglio e la situazione potrebbe ribaltarsi. Per adesso, si può ipotizzare un ballottaggio tra Michetti e Gualtieri. Se poi non dovessero essere loro i prescelti, o comunque non uno di loro, verosimilmente sarà comunque ballottaggio. E a questo punto potranno contare di più non solo le personalità dei singoli candidati, ma anche i voti andati agli altri candidati.

Se fosse confermato quali giudizi potremmo trarne? Che le periferie non hanno votato i candidati che speravano di fare breccia lì (vedasi Raggi e Calenda), che le alleanze tra Partiti hanno il loro peso e ancora una volta i volti dei leader carismatici dei principali partiti italiano servono a soffocare tutti gli scandali e i difetti dei singoli candidati sul territorio.

Si può tranquillamente dire che i vari incontri-scontri tra i candidati non abbiano minimamente influenzato i votanti. Alla fine i due vittoriosi sono quelli che mediaticamente hanno rilasciato meno dichiarazioni e nei confronti hanno meno attaccato i loro concorrenti. Che si tratti di una richiesta di fare politica più sobria non è scontato, ma è un’ipotesi da non sottovalutare.

Infine, si può concludere che si estende la sfiducia verso la politica di chi non è andato a votare o lo ha fatto turandosi il naso. Ancora una volta, la politica non è riuscita a intercettare i bisogni del territorio e dei cittadini e questi ultimi hanno avuto la percezioni che i vari eventi soprattutto nelle periferie fossero solamente trovate elettorali.

La sorpresa, comunque, è senza dubbio Michetti. Al ballottaggio tuttavia non sono da escludere ulteriori e ben più poderosi colpi di scena. Per ora c’è una sola certezza: ancora una volta ha vinto l’astensionismo e la sfiducia nella politica.