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Il Tar del Lazio respinge il ricorso: la discarica di Albano resterà aperta

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È notizia di poche ore fa della respinta del ricorso fatta al Tar del Lazio contro la riapertura della discarica di Albano. Resterà aperta.

Niente ricorso: la discarica di Albano sarà aperta

Una sentenza che avrà molte polemiche. Nella giornata di oggi, martedì 7 settembre 2021, il Tar del Lazio si è pronunciato sul ricorso della riapertura della discarica di Albano. L’esposto, presentato dal primo cittadino di Albano Laziale, è stato giudicato non presentabile in quanto, a detta dei giudici, non c’è dimostrazione che l’attività autorizzata dall’atto impugnato apporti in sé un aggravamento della contaminazione del sito.

La risposta del Sindaco di Albano

Il Tar ha respinto la nostra richiesta di domanda cautelare per la chiusura della discarica di Roncigliano.

Come Sindaco, in queste settimane sono stato spesso presente al sito di discarica, mettendoci la faccia e prendendomi applausi e fischi. Dire che sono molto amareggiato è riduttivo.

Le motivazioni che hanno scritto i giudici del TAR. le rispetto ma non le condivido affatto.
L’evidenza dei fatti dimostra che non c’è stata alcuna istruttoria preventiva, perché in questi ultimi 4 anni nessuno ha bonificato il sito, e vi era una sola relazione Arpa aggiornata.
I rifiuti conferiti, se stiamo alle analisi fatte dalla stessa ARPA, non erano conformi, e quelle sulle falde ancora non sono arrivate.

Continuiamo a credere che non sia sufficiente un monitoraggio a posteriori, oltretutto con questa cadenza.
Chissà quanto abbia pesato il continuo e martellante grido di disperazione proveniente dal Campidoglio. Si è arrivati addirittura ad evocare la riunione del G20 per avere la necessità di nascondere l’immondizia romana sotto il tappeto di Roncigliano.

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Adesso è questa la preoccupazione: che questo diventi un alibi per conferire immondizia anche non trattata. Dovremo alzare ancora di più il livello di attenzione, ed incalzare le istituzioni preposte a fornire dati aggiornati e puntuali, per poter intervenire, come recita il dispositivo della sentenza.