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Artena, “Disastro bilancio comunale”. L’opposizione: “Come spendere i soldi di un’intera comunità”

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 Consiglieri comunali di opposizione ad Artena, nella giornata odierna hanno pubblicato un manifesto riguardante il Bilancio comunale.

 “Il disastro del Bilancio comunale: come spendere i soldi di una intera comunità”

«Il disastro del Bilancio comunale: come spendere i soldi di una intera comunità. Questa estate si chiude con l’ennesimo scempio fatto dalla maggioranza alla città. Entro il 31 luglio bisognava approvare il Bilancio comunale e Artena non lo ha fatto perché in questo momento non c’è nessuno che lo firmi. In 10 mesi i nostri amministratori non sono stati grado di trovare un Ragioniere comunale. Loris Talone che sui manifesti parla di “chiarezza”, dovrebbe raccontare ai cittadini tutta la storia. Ma perché lui, Lara Caschera, Carlo Scaccia, Eleonora Palone e Sabrina Di Cori non spiegano perché nessuno vuole firmare il Bilancio di Artena – così i Consiglieri di “Artena Cabia”, “Artena Insieme” e “Artena Resiste” – Il nostro Bilancio è messo molto male e per questo motivo è sotto controllo dalla Corte dei Conti e del Ministero. In questi giorni, sono stati costretti a fare una “operazione verità” cancellando 6 milioni di euro di entrate. Da anni sapevano che questi soldi non sarebbero più entrati ma li hanno comunque messi in bilancio per fare spese che non potevano permettersi. Tra i 6 milioni la cifra che colpisce è quella relativa alla Farmacia comunale: 270000 euro sono i soldi che il Comune di Artena avrebbe dovuto avere da chi l’aveva in gestione. Soldi che non abbiamo mai avuto e che non sono definitivamente persi. La Prefettura in questi giorni ci ha dato un ultimatum: se entro il 6 settembre non si approva il Bilancio, il Comune darà sciolto. Fanno finta di niente e mentre qualche loro parente continua ad asfaltare marciapiedi. Artena aspetta e, piano piano, si spegne».   

La capogruppo di “Artena Cambia”, Silvia Carocci, ha aggiunto. «Pochi giorni fa la maggioranza ha avuto il coraggio di affiggere un manifesto in cui faceva accuse e raccontava bugie per screditare la minoranza. Un bel modo per distogliere l’attenzione dell’intera città dal disastro che hanno combinato. Ma i fatti contano più delle loro chiacchiere. Come la storia del nostro accesso agli atti fatto di notte, via pec. Niente di più falso, smentito con le carte. E in questo stesso modo abbiamo intenzione di continuare a smentirli. Dovevano approvare il bilancio comunale entro il 31 luglio e non lo hanno fatto. Dovevano trovare un Ragioniere comunale che lo firmasse ma non sono stati in grado di fare bene neanche le procedure per assumerlo. Hanno fatto un pasticcio sull’assunzione, coinvolgendo anche i Comuni di Segni e Valmontone che però hanno immediatamente preso le distanze dalla vicenda, revocando gli atti. A questo punto mi viene da chiedere al Vicesindaco Talone: “Chi è allo sbando?”. 

Una situazione così ingarbugliata e disastrosa non si era mai vista. Ma per quanto Talone e la sua Giunta si impegnino a coprire la verità, le cose stanno piano piano emergendo. Come quei 6 milioni di euro che hanno dovuto cancellare dalle entrate comunali. Soldi che sapevamo da anni non sarebbero entrati ma venivano messi in bilancio così da poter fare spese che in realtà non potevano sostenere. In quei sei milioni ci sono i soldi della gestione della farmacia Comunale che non abbiamo mai incassato e poi il recupero dell’evasione. Paghiamo profumatamente il CEP  per il recupero ma a quanto pare stiamo solo sperperando denaro pubblico perché i soldi non entrano. A proposito del CEP, è un mese che lo sportello tributi del Comune di Artena è chiuso e se un cittadino ha un’emergenza deve recarsi a Zagarolo.

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Ora siamo con l’ultimatum che ci ha dato la Prefettura per l’approvazione dei bilanci entro il sei di settembre, altrimenti sarà avviata la procedura di scioglimento del Consiglio comunale. La cosa più grave è che mentre loro giocano a fare i “salvatori” della città, Artena è ferma da mesi tra disservizi e opere pubbliche annunciate e non realizzate. Ci auguriamo solo che questo ridicolo teatrino finisca al più presto».