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Eurostat, prezzo del pane nei Paesi Ue: l’Italia al di sopra dell’indice medio dei prezzi

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Eurostat, prezzo del pane nei Paesi Ue: l'Italia al di sopra dell'indice medio dei prezzi

Eurostat, prezzo del pane nei Paesi Ue: l’Italia al di sopra dell’indice medio dei prezzi nell’UE nel 2020. In Danimarca il più caro.

Dov’è il pane più caro in Europa? A segnalarlo è l’indice Eurostat dei prezzi 2020 pubblicato oggi, che ha analizzato il costo del pane in tutti i 27 Paesi membri dell’Unione europea. Il Paese in cui il pane costa di più è la Danimarca: fatto 100 l’indice del livello dei prezzi della media Ue, qui un cittadino paga il pane più caro, a 153 punti. Circa il triplo rispetto ai cittadini rumeni, il cui prezzo si attesta a un indice pari a 56 punti. Al secondo e terzo posto come Paese in cui il pane costa di più troviamo l’Austria (con 135 punti) e Lussemburgo, Finlandia e Svezia a pari merito, con 127 punti, Cipro (120) e Malta (115).

L’Italia è all’ottavo posto, con 113 punti. Vicino all’indice dei prezzi medi dell’UE (100) è il prezzo del pane e dei cereali in Germania (102), Portogallo (98) e Paesi Bassi (95). Dopo la Romania, i Paesi in cui il pane costa meno sono la Bulgaria (67 punti) e Polonia (70 punti). Il pane è sicuramente uno degli alimenti preferiti dagli italiani evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, e, insieme alla pasta, può essere considerato la base della dieta mediterranea. Nel passato gran parte del pane veniva prodotto in casa o in piccoli panifici artigianali e molto spesso veniva conservato per più giorni. La produzione casalinga ed artigianale era favorita dal fatto che il nostro Paese era autosufficiente nella produzione del grano ed erano molto diffusi i molini in cui gli agricoltori conferivano il grano e le farine avevano una diffusione locale. Con il nuovo assetto della nostra società si è avuta una contrazione del consumo di alimenti cucinati in casa ed anche di quelli di produzione artigianale, mentre è molto aumentato il consumo di prodotti alimentari trasformati industrialmente.

La prima vittima di questa situazione è stata proprio il pane la cui “produzione” comporta la disponibilità di tempo che non sempre si può avere. La grande varietà di pane comporta anche una analoga varietà di prezzi: se a Milano una pagnotta da un chilo costa 4,22 euro, a Bologna si arriva addirittura a 4,72 euro, ma a Napoli si scende fino a 1,89, mentre a Roma si viaggia sui 2,63 euro, a Palermo sui 3,02 euro e a Torino sui 3,05 euro, secondo analisi Coldiretti su dati Osservatorio prezzi.