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Cronaca

Roma. Multati altri 12 abusivi nell’area del Colosseo: i dettagli

La stretta dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma contro il degrado e l’illegalità prosegue quotidianamente con mirati servizi nelle zone di interesse archeologico e turistico. Anche ieri, i Carabinieri della Compagnia Roma Centro hanno passato al setaccio l’area tra Colosseo e Fori Imperiali mentre i Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante hanno effettuato verifiche presso le strutture ricettive nel quartiere Esquilino.

Il bilancio è di altri 12 abusivi sanzionati – tra “saltafila” e venditori ambulanti – e di 2 gestori di B&B denunciati.

I Carabinieri del Comando Roma Piazza Venezia, infatti, hanno sanzionato amministrativamente 12 persone, tutte senza fissa dimora e già note alle forze dell’ordine, con multe per un totale di 46.200 euro.

Quattro di loro – un cittadino afgano, una cittadina romena, una serba e uno del Bangladesh – sono stati notati mentre esercitavano illegittimamente la promozione turistica e l’intermediazione per la vendita di biglietti di ingresso al Colosseo (preventivamente acquistati online).

Altri 8 – uno della Mauritania e sette del Bangladesh – sono stati sorpresi mentre, tra i numerosi turisti e passanti, erano dediti al commercio illegale ambulante. Gli irregolari sono stati sanzionati anche per la violazione del divieto di stazionamento, con ordine di allontanamento dall’area del Colosseo per 48 ore (Daspo urbano).

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I Carabinieri hanno sequestrato 3 falsi badge identificativi, un terminale P.O.S., un blocchetto per ricevute, 3 aste per selfie, 4 power bank, 25 cappelli di paglia e 10 ombrelli parasole privi di marche.

Nel quartiere Esquilino, invece, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Dante al termine di una serie di verifiche ad affittacamere, B&B e ostelli, hanno denunciato a piede libero un 69enne della Corea del Sud e un 40enne della Cina, rispettivamente gestori di due strutture ricettive, una in via Principe Amedeo e una via Turati, poiché sorpresi ad ospitare quattro persone omettendo di comunicarlo alla competente Autorità di Pubblica Sicurezza, come disposto dalla normativa vigente.

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