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Ex lavoratori Amazon, primo tavolo di discussione con le Istituzioni: proposta la data del 26 maggio 2021

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Ex lavoratori Amazon, primo tavolo di discussione con le Istituzioni: proposta la data del 26 maggio 2021

Il 26 maggio 2021 si terrà presso l’aula del Consiglio Comunale di Colleferro un importante incontro tra Sindacati, Istituzioni politiche locali e forse regionali e gli ex lavoratori di Amazon. Il comitato da loro formato ha annunciato quali sono i punti focali del tavolo. Di seguito, l’intero riepilogo della vicenda:

Dopo le manifestazioni, organizzate dagli stessi ex lavoratori, svoltesi il giorno 10 maggio 2021 a Colleferro, e in cui Amazon e Adecco hanno rifiutato qualsiasi dialogo, mostrando al di là delle pubblicità illusorie la loro vera disumanità di base, gli ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro preannunciano l’iniziativa del sindacato USB che si è interessato alla questione e ha proposto per il giorno 26 maggio 2021 un tavolo di discussione presso la sala consiliare del municipio di Colleferro, a cui sono stati invitati i sindaci dei paesi limitrofi e la regione Lazio.

VEDI QUI I MOMENTI SALIENTI DELLA SCORSA MANIFESTAZIONE

Gli ex lavoratori ribadiscono che andranno fino in fondo per capire cosa c’è dietro tutto questo sistema di sfruttamento del precariato, reso ancor più grave, in quanto trattasi di lavoratori svantaggiati e quindi maggiormente bisognosi di lavoro, e reso ancor più ignobile perché praticato da un’azienda ricca che durante la pandemia si è arricchita ancor di più.

Abbiamo ritenuto utile fissare dei punti per ragionare sul da farsi:

Punto 1) Adecco opera su autorizzazione ministeriale: possibile che dal Ministero nessuno abbia mai controllato o controlli tuttora l’operato di Adecco in questi “strani” frangenti, già accaduti in passato, in cui seleziona migliaia di lavoratori svantaggiati da somministrare ad Amazon? C’è il forte sospetto che Adecco riceva anche dei fondi per tutti i corsi di formazione e quant’altro riguarda i somministrati di categorie svantaggiate, per cui ha un evidente interesse a somministrare molte persone precarie. Cosicché si teme che i fondi pubblici per le agenzie per il lavoro finiscano per incentivare i turn over esasperati delle aziende come Amazon, anziché la continuità lavorativa necessaria per elevare la dignità del lavoratore stesso.

Punto 2) L’azienda Amazon ovviamente è tenuta a rispettare le leggi italiane e purtroppo le norme che regolano la somministrazione di lavoro a tempo determinato, così come sono fatte, sembrano incredibilmente concedere alle aziende ogni possibile sfruttamento del precariato basato proprio sui lavoratori svantaggiati che non rientrano nel tetto massimo che le stesse norme pongono come limite di uso del precariato per le aziende. Possibile che i legislatori non si siano mai accorti di questa possibilità insita nella stessa legge che in teoria era nata per contrastare il precariato? Oppure i legislatori lo sapevano e lo sanno benissimo e a loro va bene così? Si parla del decreto legislativo 81 del 2015 e del decreto legge 87 del 2018 (il cosiddetto Decreto Dignità).

Punto 3) Dalle numerose testimonianze che ci sono pervenute dagli altri stabilimenti di Amazon in Italia, non solo quello di Passo Corese, sembra purtroppo evidente e facilmente accertabile l’uso da parte di Amazon diretto a un precariato molto al di sopra di quanto normalmente consentito, e questo avviene in tutti i periodi dell’anno, non solo durante i famosi picchi di cui parla sempre l’azienda. Il modo usato da Amazon per utilizzare un precariato così alto, a fronte di un numero molto inferiore di personale stabile a tempo indeterminato, è ottenuto proprio grazie all’utilizzo di lavoratori svantaggiati appositamente scelti
dalle agenzie per il lavoro per aggirare il tetto massimo consentito. Ormai lo hanno capito un po’ tutti, cosa aspettano i parlamentari e il Ministero per agire?

Punto 4) Nel caso specifico di Colleferro, Adecco, dopo aver mandato via migliaia di ex lavoratori e aver successivamente somministrato centinaia e centinaia di nuovi lavoratori (sempre svantaggiati) per il magazzino di Amazon, sta richiamando alcuni ex lavoratori senza ovviamente fornire una qualsiasi spiegazione logica di scelta. Nessuno degli ex lavoratori è effettivamente riuscito a trovare una logica sensata. Adecco si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda. Cosa aspetta il Ministero, che, ribadiamo, fornisce alle agenzie per il lavoro le autorizzazioni per operare, a chiedere ad Adecco cosa sta combinando e quali criteri sta adottando nelle scelte scellerate che ha fatto e fa attualmente?

Per tutti questi motivi, finché il Parlamento non avrà ritenuto necessario provvedere a una seria riforma delle norme che regolano la somministrazione di lavoro, gli ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro stanno cercando di riunire le forze con gli altri lavoratori ed ex lavoratori, ma anche con tutte le forze sociali che hanno a cuore il Paese, perché si arrivi a manifestare davanti al Parlamento, in piazza di MonteCitorio, per gridare a gran voce che l’Italia non vuole e non merita norme che favoriscono e consentono in maniera assurda il vergognoso precariato dei lavoratori svantaggiati. Forse nelle idee di Amazon e Adecco si è smarrito il senso della democrazia e della Costituzione italiana, ma rimane scritto nell’articolo 1 e nelle menti di chi ama questo Paese che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.

Comitato manifestazione ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon di Colleferro

Lettera del Sindacato per richiedere al Sindaco l’uso della sala del Consiglio Comunale

Al sig. Sindaco di
COLLEFERRO
oggetto: richiesta di uso della sala del Consiglio Comunale
La scrivente organizzazione sindacale richiede, a nome e per conto degli ex lavoratori Amazon, l’utilizzo della sala di cui all’oggetto per consentire lo svolgimento di un’assemblea il giorno 26 maggio p.v. dalle ore 16.00 alle ore 19.00, cui sono invitati gli amministratori cui è indirizzata la nota che si allega, sulla problematica affrontata nell’incontro informale del 10 maggio u.s.
Cordiali saluti.
Colleferro, 14 maggio 2021

Appello dei Sindacati a cittadini, organizzazioni sociali, politiche, sindacali, associazioni e comitati del territorio

Quando, a Colleferro (RM), è arrivata la notizia dell’apertura del nuovo Hub Amazon, questa è stata presentata come un’occasione di rilancio, in grado di generare un notevole incremento di posti di lavoro.
I fatti, però, si sono rivelati ben altri.
Infatti, le accurate ed estenuanti selezioni – durate mesi – cui sono stati sottoposti gli aspiranti lavoratori, per essere giudicati “degni” di accedere nei capannoni della multinazionale che per logo ha un sorriso, si sono risolte quasi esclusivamente in contratti di somministrazione a termine, stipulati con l’agenzia ADECCO.
Quando questi contratti sono scaduti, senza nessuna spiegazione, senza alcuna plausibile motivazione, semplicemente non sono stati rinnovati e sono stati sostituiti con contratti stipulati con altri aspiranti e fiduciosi lavoratori.
Insomma, quel sorriso si è rivelato il ghigno di chi lucra, fa guadagni stratosferici sfruttando senza ritegno chi lavora per lui.
In questo girone dantesco in meno di un anno sono già finiti circa duemila persone, accuratamente scelte tra le categorie giudicate svantaggiate ed in particolare con un fardello di disoccupazione lungo.
Questo non è avvenuto per una sorta di politica sociale, ma per aggirare i limiti previsti dalla legge, che stabilisce come il personale somministrato possa essere, al massimo, il 30% del totale dei lavoratori assunti.
Questo limite può essere superato assumendo – come fa Amazon – lavoratori svantaggiati, ma, certamente, non per rovesciarne il senso e le proporzioni.
Quando i lavoratori somministrati rappresentano l’80% della forza lavoro e quelli assunti direttamente da Amazon un misero 20% la realtà supera la più fervida fantasia.
Lunedì 10 maggio un primo gruppo di questi “ex lavoratori” AMAZON ha deciso di non accettare passivamente tutto questo ed ha organizzato dei presidi, prima dinanzi all’Hub Amazon, poi di fronte agli uffici di Colleferro dell’Adecco e, infine, davanti al palazzo comunale di Colleferro.
A questa iniziativa era presente l’USB, che ha ricevuto dai lavoratori il mandato per organizzare il proseguo della vertenza.
Ora, questo appello nasce dalla consapevolezza che non può essere la sola determinazione dei lavoratori ad ottenere che questa multinazionale modifichi la propria politica ed è necessario che l’intero territorio si schieri fattivamente a sostegno della vertenza, in modo che la regione Lazio, prima, ed il ministero, poi, istituiscano un tavolo con cui porre Amazon di fronte alle proprie responsabilità.
Una vertenza che riguarda, non solo i lavoratori già esclusi, ma anche coloro che in questo momento vengono spremuti come limoni nella remota speranza, non di essere stabilizzati, ma di avere almeno una proroga del contratto di somministrazione.
Infatti, le “promesse” che Amazon ha fatto, “disturbata” dalla protesta degli ex lavoratori, se rispettate – ma non c’è alcuna certezza neanche su questo -, porterebbero alla stabilizzazione di una quota ridicola di coloro che sono oggi al lavoro nell’Hub di Colleferro.
Facciamo, dunque, appello ai cittadini, alle organizzazioni sociali, politiche, sindacali, alle associazioni ed ai comitati del territorio, perché facciano sentire la propria voce, a cominciare dalla partecipazione all’Assemblea che si terrà mercoledì 26 maggio a Colleferro, in piazza Italia alle ore 16.00, in contemporanea con l’incontro nell’Aula del Consiglio Comunale cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni del bacino, il Presidente della Regione Lazio e l’assessore al lavoro della regione Lazio.

Lettera alle Istituzioni Locali e Regionali per partecipare all’incontro

Al Presidente della Regione Lazio
Nicola Zingaretti
All’Assessore Regionale al Lavoro e nuovi diritti
Di Berardino Claudio
Ai sig. Sindaci dei Comuni di
Anagni / Artena / Cave / Gavignano /
Genazzano /Labico / Montelanico / Paliano /
Piglio / Segni / Serrone / Valmontone
oggetto: invito alla partecipazione ad una pubblica assemblea sull’Hub Amazon di Colleferro
Quando, a Colleferro, è giunta la notizia dell’apertura del nuovo Hub Amazon, questa è stata presentata come un’occasione di rilancio, in grado di generare un notevole incremento di posti di lavoro, che avrebbe interessato un po’ tutti i comuni del bacino.
I fatti, però, si sono rivelati ben altri.
Infatti, le accurate ed estenuanti selezioni – durate mesi – cui sono stati sottoposti gli aspiranti lavoratori, per essere giudicati “degni” di accedere nei capannoni della multinazionale che per logo ha un sorriso, si sono risolte quasi esclusivamente in contratti di somministrazione a termine, stipulati con l’agenzia ADECCO.
Quando questi contratti sono scaduti, senza nessuna spiegazione, senza alcuna plausibile motivazione, semplicemente non sono stati rinnovati e sono stati sostituiti con contratti stipulati con altri aspiranti e fiduciosi lavoratori.
Insomma, quel sorriso si è rivelato il ghigno di chi lucra, fa guadagni stratosferici sfruttando senza ritegno chi lavora per lui.
In questo girone dantesco in poco tempo sono finiti, si stima per l’Hub di Colleferro, circa duemila persone, accuratamente scelte tra le categorie giudicate svantaggiate ed in particolare con un fardello di disoccupazione lungo.
Questo non è avvenuto per una sorta di politica sociale della multinazionale, ma precisamente per aggirare i limiti previsti dalla legge, che stabilisce come il personale somministrato possa essere, al massimo, il 30% del totale dei lavoratori assunti.
Questo limite può essere superato, però, assumendo – come fa Amazon – lavoratori svantaggiati.
Ma, certamente, non per rovesciare il senso del ricorso al lavoro somministrato e le proporzioni del ricorso ad esso.
Quando i lavoratori somministrati rappresentano l’80% della forza lavoro e quelli assunti direttamente da Amazon un misero 20% la realtà supera la più fervida fantasia.
Le vittime di questa operazione, coloro che si ritrovano di nuovo senza un’occupazione dopo essere state illuse, sfruttate, spremute e scaricate, non sono disposte ad accettare che tutto questo passi senza colpo ferire e, dopo i presidi fatti lunedì 10 maggio, hanno dato mandato a questa organizzazione sindacale di organizzare il proseguo della lotta.
È necessario che la Regione Lazio apra subito un tavolo di confronto in cui la multinazionale venga messa di fronte alle proprie responsabilità e sia costretta a cessare di porre in essere questi comportamenti, riconoscendo i legittimi diritti dei lavoratori. È necessario che anche il Ministero apra un tavolo per esaminare le modalità “fantasiose” con cui Amazon organizza i propri Hub in Italia, scambiata per un nuovo far west, in cui per aggirare il senso delle leggi Italiane contro il precariato si usano le categorie svantaggiate.
Perché questo avvenga i lavoratori hanno bisogno del fattivo sostegno di tutti, a cominciare dagli amministratori dei comuni coinvolti nel bacino dell’Hub e della solidarietà dei cittadini di quegli stessi comuni.
È per questo che, con la presente, Vi invitiamo a questo confronto, aperto a tutte le forze politiche, sindacali e sociali del territorio, alle sue associazioni e a tutti i cittadini sensibili.
L’assemblea è convocata per mercoledì 26 maggio 2021 alle ore 16.00, presso l’Aula del Consiglio Comunale di Colleferro.
Vi chiediamo conferma dell’auspicata, Vostra partecipazione.

Cordiali saluti.
Colleferro, 14 maggio 2021