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Italia, Coronavirus. Il nuovo Decreto sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile: quali potrebbero essere le regole?

Addio alle mascherine all'aperto in zona bianca dal 28 giugno

Il nuovo Decreto con le misure da seguire per prevenire la diffusione del contagio da Coronavirus è previsto per il prossimo 6 marzo. Come ribadito anche ieri dal ministro Speranza, avrà validità un mese, fino al 6 aprile.

Cosa potrebbe prevedere il nuovo decreto Draghi

Il ministro Speranza ha affermato durante i suoi interventi a Palazzo Madama e a Montecitorio ieri, 24 febbraio, che non ci sono le condizioni epidemiologiche necessarie per allentare le restrizioni attualmente in vigore. Inoltre, è stato ribadito che il prossimo decreto entrerà in vigore dal 6 marzo e avrà validità per un mese, fino al 6 aprile, includendo quindi anche le vacanze pasquali.

Al momento, quindi, non sono stati predisposti i termini per le riaperture di palestre, piscine, cinema e teatri, sale da giochi. Si sta valutando la possibilità di autorizzare solo le lezioni individuali per quanto riguarda le attività sportive, ma la decisione verrà presa sempre e solo in base all’andamento dei contagi. Sul tavolo delle valutazioni, ci sono anche le possibili riaperture dei luoghi di cultura, con tutte le precauzione da adottare.

Lo scorso 22 febbraio, il Consiglio dei Ministri aveva varato il primo Decreto Legge del governo Draghi, prorogando il divieto di spostamento fra Regioni, almeno fino al 27 marzo. Nel decreto si legge, inoltre, anche della stretta sulle visite ad amici e parenti e il divieto assoluto di mobilità verso le abitazioni private in zona rossa.

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Rimane confermato l’impianto dei colori delle Regioni: rosso per la fascia più alta di rischio, arancione scuro laddove la circolazione è limitata, arancione per quella intermedia, giallo per le regioni con una minore diffusione del virus e bianco per quelle che potranno dirsi del tutto libere dal Covid.

Inoltre, Draghi sembra promettere un maggior coinvolgimento delle Regioni, la possibilità per senatori e deputati di presentare per tempo le proprie richieste e comunicazioni più tempestive ai cittadini sulle decisioni governative. A Palazzo Chigi si cercherà di chiudere il nuovo Dpcm entro la fine della settimana.

Foto di repertorio

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