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Speciale neve nel Lazio: quanta ne è caduta? Il tempo ora cambia: cosa si rischia nel weekend?

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Dopo la grande neve di inizio anno, sulle nostre montagne arriva il rischio di un disgelo anticipato. Un problema aggiunto per i nostri fiumi?

Proiezioni neve nel Lazio: le montagne della provincia di Roma e di Frosinone regaleranno altre chicche?

L’Appennino fa il pieno di neve e le montagne di Roma e Frosinone non sono da meno. Questa prima settimana del 2021 ha infatti confermato il trend meteorologico che si era palesato già nel mese di dicembre, regalando decine di centimetri di coltre bianca alle località montane della nostra regione.
Il quadro sembrerebbe destinato però a mutare rapidamente, stante il repentino aumento delle temperature atteso già a partire dalle prossime ore e il concomitante arrivo di perturbazioni atlantiche, apportatrici di nuove piogge fino ad alta quota. Tutto ciò potrebbe rappresentare una minaccia per la tenuta dei corsi d’acqua, già interessati da piene importanti.

Per saperne di più, abbiamo contattato l’Associazione Meteoreport.net nella figura del redattore e divulgatore Flavio Vecchi.

«Sui monti del nostro Appennino, da Natale ad oggi, è caduta una quantità di neve che oscilla dai100 cm di quota 1300 metri agli oltre 200 cm delle cime più alte. Fare una stima esatta risulta difficile a causa degli accumuli disomogenei dovuti ai forti venti di questi giorni. A quote inferiori invece le nevicate sono state meno consistenti, anche perché alternate a piogge, con accumuli complessivi di 20-40 cm a 1000 metri di altitudine».

Era da un po’ che non si registrava una situazione così pesante per le nostre montagne…

«Gli spessori nevosi al suolo di questi giorni sono quelli tipici di fine stagione relativamente alle annate con innevamento abbondante. Oggi invece li registriamo ad inizio gennaio, con gran parte dell’inverno ancora davanti. Una tale situazione è sicuramente inedita, perlomeno prendendo a riferimento gli ultimi 30 anni. Inoltre le nevicate sono avvenute in un lasso di tempo relativamente breve, tanto da rievocare in alta montagna scenari del grande evento nevoso del febbraio 2012, quando una simile quantità di neve cadde nell’arco di un paio di settimane. In quella occasione però la neve imbiancò abbondantemente anche le pianure».

Al di là dei danni registrati, di cui ci sta dando riscontro la cronaca, quali sono i rischi che corriamo nelle prossime ore? e che tempo dobbiamo aspettarci?

«Il pericolo più immediato è quello legato alle valanghe in montagna: i bollettini ufficiali segnalano per le montagne del Lazio un rischio di grado 4 su una scala che va da 1 a 5. In seconda battuta, per il prossimo fine settimana sembrerebbe attenderci un repentino incremento delle temperature, accompagnato da pioggia fino ad alta quota. Se ciò dovesse essere confermato dai bollettini meteo – che vi invitiamo a consultare – il manto bianco presente sui nostri rilievi andrebbe incontro a rapida fusione, alimentando pericolosamente l’ingrossamento dei corsi d’acqua a valle. Aniene, Sacco, Liri e relativi affluenti come il Cosa e il Melfa andrebbero incontro a piene importanti. Non è da sottovalutare il rischio di locali esondazioni e allagamenti lungo il corso di questi fiumi. Ovviamente molto dipenderà da quanta pioggia cadrà e ad ora ciò non può essere specificato con precisione. La situazione è comunque meritoria di attenzione, in quanto i terreni sono saturi e poco capaci di assorbire ulteriori contributi precipitativi».

A quando un miglioramento della situazione atmosferica?

«Il tempo dovrebbe mantenersi decisamente movimentato anche nei primi giorni della prossima settimana, ma con temperature che dovrebbero rientrare nella norma. Per questo vi invitiamo a consultare i bollettini meteo».

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