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Pulizia di precisione: come rimuovere sporco e grasso grazie alle lavatrici a ultrasuoni

Pulizia di precisione: come rimuovere sporco e grasso grazie alle lavatrici a ultrasuoni

Ci sono degli oggetti e degli strumenti che risultano difficili da pulire. La lavatrice a ultrasuoni permette di eliminare grasso, sporco e corrosione e restituisce l’oggetto trattato, anche se esso è difficoltoso da lavare, praticamente come nuovo. Ciò è possibile grazie alla particolare tecnologia del lavaggio a ultrasuoni che consente di avere risultati che non si otterrebbero con sistemi più tradizionali di pulizia.

Non bisogna pensare, tuttavia, che siano oggetti difficili da reperire. Si possono trovare anche in rete, su portali specializzati, basta digitare “lavatrice ultrasuoni” su un motore di ricerca e trovare un ottimo sito e-commerce, con un buon sistema di gestione degli ordini e un servizio clienti efficiente.

Una volta acquistata la lavatrice a ultrasuoni, è utile sapere come usarla al meglio. Si badi anche al fatto che ci sono diversi utilizzi che se ne possono fare, utilizzi che vanno a legarsi al modello da comprare: può trattarsi di un elettrodomestico a uso casalingo come di una macchina a uso industriale. Si raccomanda, come per qualsiasi strumento tecnologico o per vari prodotti in generale, di leggere attentamente le istruzioni. A parte ciò, ci possono essere delle indicazioni generali da mettere in pratica, oltre a qualche consiglio da seguire per sfruttare al massimo le potenzialità di questo dispositivo.

Lavatrice ad ultrasuoni: funzionamento

Questo macchinario per la pulizia sfrutta il processo fisico della cavitazione, che si verifica grazie alla combinazione di elementi quali la temperatura, la pressione e la tensione di vapore, in presenza di onde ultrasonore tra 20 e 50 kHz. Il liquido contenuto nella lavatrice diventa vapore, producendo delle bolle, grazie all’azione degli ultrasuoni e alle loro onde di pressione e depressione. In tal modo, si forma un campo di vibrazione ultrasonora che abbassa velocemente la pressione del liquido. Nel frattempo, temperatura e tensione non subiscono variazioni. Le bolle implodono, a causa della pressione di vapore, sempre costante.

Se si alza la temperatura del liquido, la cavitazione ne risulta favorita e la pulizia avverrà più velocemente e accuratamente. In ogni caso, una lavatrice o pulitore a ultrasuoni sfrutta il momento dell’implosione delle bolle di vapore, momento in cui si sprigiona una consistente energia che riesce a togliere lo sporco più ostinato. Tecnicamente, si parla di “pulizia per asportazione con vibrazione meccanica molecolare”. Infatti, l’azione di pulizia è meccanica e le vibrazioni di semionda raggiungono anche le 100.000 volte al secondo.

Come utilizzare la lavatrice a ultrasuoni

Si riempia la vasca con acqua e si raggiunga la temperatura di 70° C. Si faccia attenzione a non portare il liquido a ebollizione. In casi di sporco consistente, si aggiunga un prodotto adeguato per la pulizia a ultrasuoni, in quantità non eccessive, nell’ordine di 1-5 % del volume, e si mescoli con un bastoncino, in plastica o legno (ciò serve anche a favorire un buon livello di degassificazione).

Riguardo l’oggetto che si andrà a pulire, occorre decidere il tipo di lavaggio, in base a quanto esso sia incrostato o ingrassato. Se si opta per l’immersione diretta, lo si attaccherà a dei gancetti, per tenerlo lontano dai trasduttori. Se lo si laverà a bagnomaria, l’oggetto andrà in una pentola. Quest’ultima è una scelta da operare per cose particolarmente delicate.

A questo punto, si impostino la durata del lavaggio e il livello di ultrasuoni. Quando si aziona la macchina, si tuteli il proprio udito, per esempio con tappi di cera. Soprattutto le prime volte, prima di acquisire esperienza, il risultato potrebbe non essere subito quello desiderato: si ripeta, allora, l’operazione, cambiando una sola impostazione (la durata di lavaggio) e lasciando le altre invariate. Si ricorda che il lavaggio a ultrasuoni non sterilizza.

Foto di StockSnap da Pixabay

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