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Gli italiani e la mobilità post-covid: si torna in auto, ma l’assicurazione è ancora troppo cara

La crisi che ha travolto inevitabilmente l’Italia intera a causa delle misure imposte dall’emergenza sanitaria non ha risparmiato il settore della mobilità e dell’automotive, che hanno vissuto cambiamenti radicali dovendosi adattare alle nuove esigenze dei consumatori.

Vediamo quindi quali sono stati questi mutamenti nelle abitudini dei cittadini e cosa cambia per le assicurazioni auto.

Come la pandemia ha cambiato le abitudini degli italiani

Una ricerca realizzata da Areté tra i mesi di giugno e luglio 2020 sulle abitudini degli italiani ai tempi del Covid ha evidenziato che sette italiani su dieci preferiscono l’auto come mezzo di trasporto per i loro spostamenti, una frazione più ampia di quanto non si registri normalmente, dovuta probabilmente al timore di contrarre il virus sui mezzi non privati è ancora alto. La restante percentuale è composta da varie forme di mobilità: il 7% da autobus e metropolitana, il 6% da scooter, il 6% da biciclette e il’1% da monopattini condivisi e car sharing (resta un 9% di persone che preferiscono muoversi prevalentemente a piedi).

Approfondendo l’area riguardante le autovetture, va detto che cresce l’interesse per le vetture ibride ed elettriche, con il 60% degli automobilisti che si dice favorevole all’acquisto di questo tipo di auto per ragioni di risparmio su consumi e manutenzione e di minor impatto ambientale. La pandemia inoltre non ha allontanato definitivamente le persone dal tornare fisicamente in concessionaria per acquistare un’auto, ma l’alto impiego di smart working e comunicazione a distanza ha spinto molti a preferite modalità di contatto come Whatsapp e a provare i test drive a domicilio.

Il costo dell’assicurazione auto

Per quanto riguarda l’assicurazione auto, è risaputo come in Italia i costi siano genericamente più elevati rispetto alla media europea. L’ultima relazione annuale dell’IVASS ha infatti evidenziato come, rispetto alle medie di Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, il premio netto italiano a fine 2018 aveva un costo di 90 euro superiore, una situazione attribuibile al maggior costo dei sinistri sostenuto in Italia dalle assicurazioni (89 euro in media) ma anche da spese di acquisizione e gestione delle polizze più consistenti.

Va detto però che la differenza del costo medio dell’RC auto tra l’Italia e il resto dei paesi europei è in diminuzione, con un calo del 55% dai 203 euro nel 2012 ai 90 euro nel 2018. Va anche detto che oggi è possibile valutare attentamente un’alternativa per l’assicurazione auto rivolgendosi ad agenzie specializzate come Groupama direttamente sul web, così da avere subito a portata di mano le principali informazioni utili.

Il mercato delle polizze offre dunque diverse possibilità per scongiurare quel fenomeno tuttora fin troppo diffuso delle auto senza assicurazione: sono circa 2,6 milioni i conducenti di vetture non a norma, che però adesso rischiano multe molto salate soprattutto nelle zone a traffico limitato. Tramite le telecamere delle Ztl, delle corsie riservate o degli autovelox fissi e in presenza di un’infrazione le autorità possono ora controllare la copertura assicurativa dell’auto e, in caso di veicolo non assicurato, si rischiano verbali da 83 a 333 euro per la prima violazione che poi crescono per la seconda in multe tra gli 868 e i 3.471 euro, più la decurtazione di 5 punti dalla patente e addirittura il sequestro dell’auto.

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