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Roma, Salario accessorio e trasparenza: la Sindaca Raggi fornisce gli atti

dedicata alle buone prassi per il reinserimento dei detenuti attraverso il lavoro

Salario accessorio: la Sindaca Raggi da lunedì impegna gli uffici a fornire tutti gli atti per dare trasparenza.
Salario Accessorio: La Sindaca Raggi non dà ancora certezze sul pagamento delle quote maturate nel 2015, dai 23.000 lavoratori di Roma Capitale. Auspichiamo che la Sindaca di Roma finalmente riesca ad interrompere un circuito ove a pagare sono sempre stati e solo i lavoratori.
Sono ormai due anni che i 23.000 lavoratori di Roma capitale subiscono le ingiustizie perpetrate dall’ atto unilaterale della Giunta Marino. Purtroppo registriamo che le recenti rassicurazioni della Sindaca Raggi si scontrano con una burocrazia Capitolina sempre più impegnata a trovare inutili cavilli che soluzioni per i lavoratori dell’Ente e per la città. Nonostante la fiducia che riponiamo nella Sindaca di Roma, dobbiamo sottolineare che migliaia di famiglie sono in attesa del pagamento di una quota di produttività a saldo del 2015 per prestazioni effettuate e la stessa, che doveva essere distribuita entro il mese di giugno 2016, ad oggi è sospesa a tempo indeterminato. Da ormai due anni i diversi soggetti istituzionali si rimpallano le responsabilità, senza risolvere il problema, mentre i dipendenti continuano a pagare di tasca propria. Le ragioni illustrate nella comunicazione della Sindaca Raggi, di cui apprezziamo la volontà di mettere in trasparenza quanto fino ad oggi chiuso nei cassetti, evadono il merito del contendere, non dando alcuna certezza ai lavoratori di Roma Capitale. La Cisl non sarà attore passivo di una vicenda di così grande importanza, lo farà assicurando leale collaborazione nella ricostruzione della ormai obsoleta macchina organizzativa. Con la stessa determinazione se non avrà certezza che ai fatti concreti conseguono gli impegni, per difendere i diritti, ed il salario non distribuito, chiamerà Roma Capitale a rispondere davanti al Giudice del Lavoro nella più grande class-action che un datore di lavoro ancorché pubblico abbia mai dovuto sopportare, quello dei suoi 23.000 dipendenti, per il ripristino della legalità e per la corretta erogazione della quota di produttività che doveva essere fornita con la busta paga di giugno. Intanto cogliamo positivamente la possibilità di vedere documenti, fino ad oggi non messi a disposizione delle rappresentanze dei lavoratori, come il possibile inizio di relazioni sindacali diverse da quelle, troppo spesso conflittuali, avute con l’Amministrazione Marino.
Lunedì il primo banco di prova nel segno della trasparenza nell’attesa che i buoni propositi si manifestino quanto prima anche con la soluzione delle problematiche del settore educativo e scolastico.

Segretario Generale Cisl Fp Roberto Chierchia

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