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Coronavirus, nelle campagne la situazione dei braccianti è drammatica. USB rilancia l’appello dei lavoratori invisibili

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La situazione nelle campagne italiane è drammatica. La pandemia da Covid-19 che ha messo in quarantena obbligata miliardi di esseri umani in tutto il mondo, ha aggravato ulteriormente le già difficilissime condizioni di vita dei braccianti. Sono per la stragrande maggioranza lavoratori invisibili, che producono in cambio di pochi spiccioli il cibo destinato alle nostre tavole e vivono in condizioni di degradonelle baraccopoli, tra i ruderi, senza acqua, senza dispositivi di protezione, privi di assistenza sanitaria, dimenticati dai decreti governativi. In poche parole, derubati della loro dignità. E oggi si ritrovano anche ridotti alla fame.

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Per questo un gruppo di loro ha lanciato un appello per raccogliere contributi su gofundme. USB lo fa proprio e lo rilancia, ribadendo che il dramma dei braccianti si risolve soltanto aprendo il “Cura Italia” ai lavoratori agricoli, garantendo i permessi di soggiorno, il diritto ai documenti, gli alloggi e abolendo i decreti sicurezza.

“Oggi abbiamo bisogno di voi e della vostra generosità – scrivono Paola, Abdul, Mamy, Patrizia e gli altri braccianti invisibili – Siamo degli esseri umani, con uno stomaco quasi sempre vuoto, e non solo braccia da sfruttare”.

“Ci dicono, giustamente e con ragione – prosegue l’appello – di stare chiusi in casa per sconfiggere questo nemico invisibile. Ma se noi non usciamo non faremo mangiare tante persone tra cui i medici e infermieri in trincea. Lavoriamo senza guanti, senza mascherine e senza distanziamento. Per molti di noi non ci sono sussidi, congedi o cassa integrazione. Per noi ci sono solo gli stenti del duro lavoro e le malattie respiratorie, osteomuscolari, gastrointestinali.  E ora anche il terrore del coronavirus”.

“Forse è in questi momenti difficili, quando gli esseri umani si accorgono della propria fragilità – è la conclusione – che diventa più facile guardare verso il basso, nei bassifondi dell’umanità, e udire il grido di dolore dei lavoratori della terra. Ed è per questo che lanciamo oggi un appello affinché possiate farci una donazione che ci consentirà di portare cibo e diritti anche sulle nostre tavole”.

Questo il link per le donazioni, con il testo completo dell’appello: https://www.gofundme.com/f/portiamo-il-cibo-in-tavola-ma-abbiamo-fame.

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