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Pendolari nel Lazio, la classifica di Legambiente sulle peggiori tratte: ecco a chi va il poco ambito Trofeo Caronte 2019

Pendolari Lazio classifica Legambiente peggiori tratte Trofeo Caronte 2019

Di seguito, la nota di Legambiente in merito alle vicissitudini vissute dai pendolari del Lazio e la classifica delle peggiori tratte:

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Pendolari nel Lazio: il Trofeo Caronte 2019 di Legambiente va alla Roma Nord come peggior linea ferroviaria regionale, secondo posto alla Roma Lido e terza la Termini-Giardinetti. Sulle ferrovie ex-concesse i viaggi più infernali!

Roma Nord e Roma Lido sul podio nazionale delle 10 peggiori tratte d’Italia nel dossier nazionale pubblicato oggi da Legambiente

La ferrovia romana Roma Nord, che da Piazzale Flaminio attraversa i quartieri e i comuni a nord della capitale, vince il Trofeo Caronte 2019 di Legambiente Lazio, il poco ambito premio alla ferrovia con i viaggi più infernali della regione, scalzando dopo anni la comunque disastrata Roma Lido che rimane al secondo posto, terza la Roma Termini-Centocelle.

Sulla Roma Nord, i pendolari da anni continuano a soffrire per le reiterate cancellazioni di corse, lungo una tratta dalla portata di 75.000 viaggiatori al giorno e con una velocità media inferiore a 30 km/h, meno di quella di un Elefante Africano. La tratta, insieme alla Roma Lido e alla Termini-Centocelle, è stata gestita per decenni da Atac e oggi sta tornando alla Regione Lazio, con Cotral che dovrà curare il servizio viaggiatori e Astral quello della struttura ferroviaria. Ai disagi che si profilano nei prossimi mesi su tutta la linea per la messa in sicurezza, si aggiungono i prossimi lavori nella vecchia stazione Flaminio, lavori annunciati da anni e mai realizzati. Ora tutti i problemi sono al capolinea e, a farne le spese sempre gli utenti per inadempienze di gestione. Lavori che andavano programmati anzitempo ora sono un’emergenza e Atac fa sapere che il capolinea sarà la stazione di Acqua Acetosa e il servizio continuerà su gomma fino a piazzale Flaminio.

“Quest’anno il trofeo Caronte va alla Roma Nord per le indegne condizioni di trasporto che  costringono i pendolari a viaggi infernali – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -e con lo spauracchio della chiusura per la messa in sicurezza queste condizioni possono solo peggiorare. Atac ha la responsabilità di aver gestito per decenni questa ferrovia in maniera indecente, portandola all’indecoroso stato attuale, ora la Regione Lazio dal prossimo anno, tornerà definitivamente a gestirla, insieme all’altrettanto disastrata Roma Lido: la Regione non può inaugurare il nuovo corso così come stiamo vedendo, chiediamo che non si arrivi alla chiusura della tratta per la messa in sicurezza ma di trovare una alternativa per garantire il passaggio dei convogli, nonché tempi certi per ripristinare la piena funzionalità, tre anni non sonori certo un tempo sostenibile. Chiediamo alla Regione anche di istituire un tavolo permanente aperto ad associazioni ambientaliste e pendolari, durante tutta la fase di cambio di gestione, perché questi mesi saranno fondamentali per non perdere l’occasione di fare un po’ di sana cura del ferro della quale Roma ha enorme bisogno. Sia la Roma Nord che la Roma Lido, possono e devono diventare vere e proprie metropolitane urbane e interurbane, servono investimenti importanti per nuovi treni, efficentamento delle strutture e riqualificazione delle stazioni”.

“Sulla Roma Nord viaggiamo su treni indecorosi con tempi di percorrenza insostenibili, i treni extraurbani sono pochi  – racconta Mita P. presidente del Circolo Legambiente Castelnuovo di Porto –  Il più delle volte vengono cancellati e si è costretti ad aspettare la navetta sostitutiva o un altro treno, il tutto senza avvisi, facendo la spola tra il piazzale autobus per riuscire a salire su un mezzo di fortuna. Nel 2019 percorrere 26 km su rotaia in un’ora e mezza è una follia. Nonostante ciò la ferrovia è l’unica soluzione di trasporto, la Flaminia è una strada pericolosa, stretta e come tale deve rimanere solo per spostamenti brevi. Recentemente molti pendolari hanno ripreso l’auto e gli incidenti sono aumentati. Per la nostra zona il treno è fondamentale! In molti abbiamo scelto di vivere qui per la presenza della linea ferroviaria, se questi paesi sono cresciuti è anche merito del treno; ora che ci viene prospettata una messa in sicurezza e un’ammodernamento, senz’altro indispensabili, non è possibile però prospettare la chiusura della tratta per tre anni: una soluzione assurda e improponibile che peggiorerebbe la vita di decine di migliaia di pendolari. Per mettere in sicurezza la linea poi, non serve stravolgere il tracciato, rimuovere stazioni, aprire tunnel, costruire viadotti”.

Altro discorso per la Termini-Centocelle che la Regione concede definitivamente ad Atac, ma dal Comune di Roma e dalla sua azienda di trasporto non arriva alcun segnale di recepimento: “la linea deve diventare un moderno Tram, tornando a percorrere ogni metro dei binari fino alla stazione Giardinetti fuori il GRA, e non fermarsi nel nulla, sulla Casilina e senza neanche incrocio finale con una fermata della metro C – conclude Roberto Scacchi-. Combattere i cambiamenti climatici e le emissioni di gas climalteranti vuol dire anche portare nuovo trasporto pubblico su ferro, in una città come la capitale dove è scarsissimo: ma a Roma è assurdo che invece di fare nuovi tram e metro, si riescano addirittura a perdere anche quelli che già ci sono”.

Secondo il dossier nazionale sulle 10 peggiori linee ferroviarie d’Italia di Legambiente poi, Roma Nord e Roma Lido sono sul podio nazionale delle 10 peggiori tratte, subito dopo la Circumvesuviana, e la situazione nel Lazio è quella di una sempre più evidente differenze tra la penosa condizione dei mezzi ATAC (Roma Nord, Roma Lido e Termini Giardinetti) e quelli delle linee FL regionali frequentate dai convogli Trenitalia.

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