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Gavignano, le anomalie tecniche dell’area verde: lettera di un cittadino

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera di considerazioni riguardo all’opera recentemente inaugurata dell’area verde, inviata dallo Studio Nunnari di Gavignano

“22 aprile 2016, ore 11,00, Presenziata  dalla Giunta Comunale, con la partecipazione di Politici Regionali, Forza pubblica, Parrocco, protezione civile, bambini della scuola elementare/media, cittadini ecc.si è svolta la manifestazione ”INAUGURAZIONE DI UN’AREA VERDE ATTREZZATA PER PICNIC ” in Via Aldo Moro.

Quando si inaugura un’opera Pubblica, è sempre un piacere per la Cittadinanza nonché vanto degli Amministratori, ma essendo intervenuti alla cerimonia e dopo una visione globale dell’opera, ci sorgono spontanee alcune considerazioni, non tanto rivolte agli Amministratori, quanto al progettista dell’opera.

Per area verde, si dovrebbe intendere uno spazio dove il verde è predominante nelle sue diverse forme ed espressioni, nel nostro caso in verità, di verde ne abbiamo visto ben poco, una modesta  striscia a prato nel lato a valle, qualche alberello, e tanta, troppa, inutile  superficie “cementata” .

Nell’ingresso sud – dove è stato posizionato dall’Acea un utilissimo distributore di acqua sia essa semplice che frizzante, è stata realizzata una infelice e posticcia rampa che rappresenta l’unico accesso all’area per i  disabili in carrozzella. Ebbene, crediamo che sarà molto difficile questo ingresso vista la ridotta area di sbarco e di manovra proprio davanti al distributore.

L’ingresso nord, è formato da una scaletta di accesso all’area sottostante realizzata in adiacenza del muro laterale ed da una gradinata ben più ampia che, sicuramente e giustamente,  nell’intenzione del progettista vorrebbe  rappresentare una specie  di “cavea” all’aperto. Bella idea, peccato però che l’altezza dei gradoni, come ci hanno insegnato prima i Greci e poi i Romani, non è assolutamente comoda, anzi, a nostro avviso, è ingannatrice e pericolosa data l’inadeguata altezza dei gradoni e la mancanza di barriera a monte e di segnaletica appropriata.

E’ stata installata una sorta di pensilina a graticcio metallico sulla quale, crediamo, è prevista la copertura tramite piante rampicanti (ne abbiamo viste un paio) che dovrebbero assicurare l’ombreggiamento dell’area sottostante nei mesi di maggior calura. Però, ed è un però significativo, la pensilina è stata posizionata sul versante est dell’area. E’ notorio, che d’estate il sole transita e “muore” sul versante opposto – ovest. Risultato, la copertura vegetale – una volta attecchita e speriamo curata e ben manutenuta, ombreggerà soltanto ed inutilmente il muro ma non l’area verde/ludica d’uso.

Queste aree, vengono utilizzate preminentemente nei mesi estivi e soprattutto di sera per godersi quella leggera e gradevole brezza che rinfresca la pelle e rasserena gli animi, ma così come realizzata  difficilmente potrà essere goduta di sera visto che è assolutamente carente di illuminazione. Al contrario, potrebbe rappresentare luogo ideale per performances di ben altra natura.

Ultima considerazione, nella parte interrata, visto lo spazio a disposizione, non sarebbe stato opportuno realizzare un modesto servizio igienico?

Allora, ci domandiamo, non era forse meglio effettuare si, i necessari e semplici  lavori di messa in sicurezza del versante – come detto dal progettista – e lasciare “in situ” quelle magnifiche piante di noci ed altre essenze preesistenti che da sole rappresentavano “AREA VERDE”, magari posizionando soltanto qualche altra panca e qualche giochino per i bimbi?

Si sarebbe forse anche risparmiato qualche euro da destinare ad altri progetti?

Vedere per credere

 

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