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Cronaca

Atina, nei guai 3 persone per lavori edili senza permesso. Problemi anche per un 45enne di Isola Liri per intrattenimento senza licenza in area non autorizzata

Atina, nei guai 3 persone per lavori edili senza permesso. Problemi anche per un 45enne di Isola Liri per intrattenimento senza licenza in area non autorizzata

Continuano incessanti i servizi preventivi  programmati e disposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Cassino, nel territorio di competenza, finalizzati sia   a contrastare la commissione dei reati contro il patrimonio, il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti, le violazioni al vigente codice della strada ed in materia edilizia,   sia a garantire maggiori standard di sicurezza ai cittadini.

Tale attività preventiva, svolta da tutto il personale delle stazioni dipendenti nella giornata di ieri  ha permesso di conseguire i sottonotati risultati:

  • Ad Atina,  personale del locale Comando Stazione Carabinieri, a conclusione di specifica attività info-investigativa, deferiva in stato di libertà, alla competente A.G. tre persone atinati, una 36enne,  un  44enne ed un 40enne,  poiché resisi responsabili in concorso tra loro del reato di “Esecuzione di lavori edili in assenza del permesso di costruire ” nonché un 45enne di Isola Liri poiché resosi responsabile del reato di “trattenimento del pubblico senza licenza in area non autorizzata”.

Nello specifico, i primi tre, comproprietari di un’area di circa 140 mq., realizzavano su di essa un manufatto di cemento, pietre e teli di plastica senza avere la prevista autorizzazione, che poi adibivano per l’ampliamento-   prolungamento dell’attività commerciale/bar già esistente, mentre il quarto, già titolare di licenza per la somministrazione di cibi e bevande nell’esercizio esistente, aveva allestito l’abusivo manufatto con tavoli e sedie il  utilizzandolo abusivamente per ospitare gli avventori.

Sequestro preventivo

Nel medesimo contesto operativo il manufatto di circa 110 mq e del valore di circa Euro 30.000, tra l’altro realizzato a ridosso della strada, e quindi ritenuto anche pericoloso per gli avventori del bar,  veniva posto sotto il vincolo del sequestro preventivo.