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Ferentino, recuperata dopo quasi 50 anni la statua della Madonna del Rosario in trono con Bambino

Ferentino, recuperata dopo quasi 50 anni la statua della Madonna del Rosario in trono con Bambino

Ferentino (FR): Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale recupera dopo quasi cinquant’anni la statua della “Madonna in trono con Bambino – Madonna del Rosario”.

Recuperato un reperto di grandissimo valore

Il 27 giugno 2019, alle ore 16:00, a Ferentino (FR), presso il Museo Diocesano, alla presenza di S.E. Monsignor Ambrogio Spreafico, Vescovo della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, il Tenente Colonnello Christian Costantini, Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, ha restituito a Don Pietro Angelo Conti, Parroco della Chiesa Sant’Antonio Abate, un’antichissima scultura lignea del XIV secolo denominata “Madonna in trono col Bambino – Madonna del Rosario”, asportata tra il 12 e 13 marzo 1972 da quel luogo di culto.

La restituzione odierna è il risultato di un’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni, tesa a prevenire e contrastare il commercio di beni culturali ecclesiastici di provenienza illecita, svolta dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Venezia con l’ausilio della “Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti”.

Madonna del Rosario prima del furto

1 Foto d’archivio del trittico e della singola scultura | Ripresa fotografica della scultura in legno intagliato raffigurante “Madonna in trono col Bambino – | policromo e dorato di cm.106,5×52,5×20 circa Madonna del Rosario” di artista del centro Italia | “Madonna in trono col Bambino – Madonna del del XIV secolo, afferente al trittico con “San | Rosario” di artista del centro Italia del XIV secolo, Giovanni Battista, la Madonna del Rosario e San Pietro Celestino” posto sull’altare maggiore della | Opera recuperata. Chiesa di Sant’Antonio Abate di Ferentino (FR). Tutte trafugate il 12-13 marzo 1972 dalla Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonio Abate di Ferentino (FR).

All’epoca del sacrilego furto, le indagini furono intraprese dalla Stazione Carabinieri di Ferentino per scoprirne gli autori e recuperare i preziosi beni d’arte facenti parte del trittico dell’altare maggiore raffigurante “San Giovanni Battista, la Madonna col Bambino- Madonna del Rosario e San Pietro Celestino”.

A distanza di quasi mezzo secolo, i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia in collaborazione con l’Arma territoriale, a seguito di mirate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni, individuavano sul mercato antiquariale alcune opere d’arte sacra.

Gli accertamenti

I successivi accertamenti e controlli effettuati anche attraverso esami tecnici su base fotografica con la consulenza di storici dell’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone-Latina e Rieti e dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, competenti sul territorio, permettevano di stabilire che una delle opere d’arte controllate, poteva avere stringente attinenza con analoga opera scultorea trafugata dalla chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate di Ferentino (FR).

Sulla scorta di tali conferme, sebbene solo fotografiche, venivano avviate ulteriori indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni che delegava una perquisizione locale a carico di un commerciante umbro, possessore del gruppo scultoreo, nel corso della quale veniva individuata e sequestrata la scultura oggetto degli accertamenti.

I successivi riscontri effettuati in collaborazione con i funzionari dei citati uffici di tutela, nonché attraverso la preziosa testimonianza di ulteriore documentazione foto-descrittiva acquisita nel corso delle indagini e grazie all’apporto di importanti notizie e fotografie acquisite, inerenti studi di storia locale effettuati da storici e esperti del territorio ferentinate prima e dopo il furto confermavano, in maniera inconfutabile, la perfetta corrispondenza dell’opera sequestrata, con quella trafugata nel lontano 1972 dalla chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate di Ferentino. Nel corso dell’attività investigativa è emerso che, dopo il furto e la ricettazione, la scultura ha avuto diversi passaggi di proprietà che hanno interessato diverse regioni italiane fino alla sua ultima destinazione, ovvero il centro Italia, dove è stata individuata e recuperata. Visto il tempo trascorso dall’evento delittuoso non si può escludere che l’opera abbia avuto anche ulteriori transiti sui mercati internazionali, considerando anche che questa tipologia iconografica, abbastanza rara, viene molto apprezzata in Europa.

É inestimabile il valore storico-artistico e soprattutto devozionale della scultura recuperata al patrimonio culturale nazionale e alla venerazione pubblica.

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