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Colleferro, grande partecipazione alla festa per la chiusura degli inceneritori [foto]

Ieri il mercato coperto di Colleferro ha ospitato un grande pranzo domenicale con più di duecento persone. Un pranzo di festa e di lotta organizzato dal movimento Rifiutiamoli. Un appuntamento di festa perché i cittadini della Valle del Sacco hanno ottenuto un grande risultato: il fermo definitivo degli inceneritori di Colleferro. La giunta regionale a metà ottobre ha decretato lo spegnimento delle due ciminiere e la loro riconversione. Un momento di condivisione, di felicità ma anche di grande consapevolezza: dal piano rifiuti regionale ancora da definire, passando per la questione discarica di Colle Fagiolara, fino ad arrivare alla bonifica e agli interventi di risanamento ambientale attesi in tutta la Valle del Sacco. Gli attivisti di Rifiutiamoli, per queste ragioni e per queste rivendicazioni, sanno che ci sarà da lottare e da stare vigili. Nell’ultima nota stampa hanno spiegato che “Occorre rimuovere gli impianti esistenti, bonificare l’area, nella quale non si dovrà mai più insediare nessun altro tipo di impianto, essendo Colle Sughero in un’area SIN e persistendo nel sottosuolo e nelle acque sottostanti al sito contaminazioni da cromo esavalente. “Il nostro territorio non costituisce lo sbocco per il trattamento dei rifiuti della capitale o addirittura, come indicato da Valeriani, dei rifiuti dei TMB della regione Lazio”.

La giornata è iniziata alle 12 con i contributi degli attivisti che hanno raccontato un anno di mobilitazione, di iniziative e sopratutto di presidio permanente a Colleferro Scalo. Diversi gli interventi di altri comitati in lotta per la salute e l’ambiente, come per esempio l’osservatorio permanente contro il Tmb Salario di Roma, presente alla giornata con una delegazione, che ha ribadito l’importanza di unire i percorsi di mobilitazione tra territori e che ha elogiato i metodi di lotta del movimento Rifiutiamoli.

Il premio donne pace ambiente alle donne Rifiutiamoli

Poco prima del pranzo, l’associazione A Sud ha ricordato l’assegnazione del Premio Donne Pace Ambiente Wangari Maathai 2018 alle donne di Rifiutiamoli, avvenuta lo scorso 8 marzo. Questo premio, arrivato alla sua settimana edizione, è nato con l’obiettivo di testimoniare e dare visibilità all’impegno civile delle donne nelle lotte territoriali attorno ai diritti e alla difesa dell’ambiente. Oltre alla consegna della pergamena, alle premiate è stata consegnata un’opera d’arte, un pezzo unico realizzato appositamente per il premio, opera dell’ingegno della ceramista e scultrice Lavinia Palma, che ha offerto al premio le sue creazioni.

Le sue opere prendono spunto da diverse ispirazioni. Una di esse è la Grande Madre, Dea generatrice di vita, dove nel femmineo si riflette e si riconosce la natura. Nascono così volti di donna, rivisitati in chiave del tutto personale, unendo origine scultorea e oggetti d’uso, per coniugare il simbolo alla forza dell’azione
Le attiviste hanno deciso di consegnare quest’opera d’arte al Comune di Colleferro, per poterla posizionare in aula consiliare.

Il pensiero del Sindaco Sanna

Al pranzo erano presenti anche il Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, molti consiglieri, assessori comunali, la consigliera del Comune di Labico Giulia Lorenzon e Eleonora Mattia, consigliera regionale.

Poco dopo la chiusura dell’evento, sulla sua pagina Facebook il Sindaco ha voluto condividere un suo pensiero:

Il Demone – inceneritore di Daniele Bigliardo

Nel pomeriggio il disegnatore di Dylan Dog Daniele Bigliardo ha regalato sul momento un  grande disegno al movimento Rifiutiamoli. Un demone – inceneritore che una comunità intera ha saputo combattere.

 

La giornata è andata avanti con laboratori per bambini, musica dal vivo con il duo Bossa&Soul e tanta convivialità.

Il presidio degli ambientalisti, la consapevolezza di un territorio, la sua costante mobilitazione  e l’impegno dell’amministrazione di Colleferro, hanno modificato le carte in tavola e fermato tutti gli scenari che prevedevano la parola Revamping, mettendo fine all’era degli inceneritori a Colleferro.

 

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