Attualità bando sulle periferie

Pubblicato il 12 agosto 2018 | da Redazione

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Bando sulle periferie: dietrofront del Governo porterà i Comuni al dissesto

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“L’iniziativa del Governo di bloccare i bandi sulle periferie urbane, stoppando, di fatto, due miliardi di euro di investimenti a favore dei comuni capoluogo, è una decisione scellerata che va contro la logica dell’impiego delle risorse a favore dei Comuni, lasciandoli in balia di progettisti ed imprese che hanno già stipulato i relativi contratti – ha dichiarato, furibondo, il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, all’indomani della disposizione inserita da parte del Governo nel Milleproroghe, con cui vengono sospesi per due anni, e di fatto, cancellati, gli stanziamenti di oltre due miliardi di euro per i capoluoghi italiani, aggiudicatari dei progetti sulla riqualificazione delle periferie.

“Ancora una volta la politica di chi gozzoviglia nei palazzi romani, con macchine di Stato, telefonini e carte di credito pagate dai contribuenti dell’intera nazione, finisce per penalizzare i cittadini che vivono nelle aree urbane e periferiche.  Arrivare a cancellare e strappare gli accordi stipulati dai sindaci con la Presidenza del consiglio dei ministri, non riconoscendo la validità giuridica di quanto stipulato dai precedenti inquilini di Palazzo Chigi, significa trasformare un ordinamento giuridico nella Repubblica sudamericana delle banane. In passato, valeva la logica, probabilmente, di far scappare gli investitori internazionali, davanti all’incertezza della situazione italiana.

Oggi, addirittura, riescono a far scappare anche gli investitori italiani e locali che avevano programmato investimenti di due miliardi di euro sull’economia sana del Paese e che, ora, affolleranno i tribunali per chiedere danni e ristori direttamente ai Comuni. Qui non è in discussione l’appartenenza o il colore politico di destra, sinistra, Lega o Cinque Stelle. È in gioco, semplicemente, il buon senso e il principio della certezza del diritto, che dovrebbe presiedere all’organizzazione anche delle forme più triviali di democrazia. Solo a Frosinone rischiano di saltare 18 milioni di euro di investimenti pubblici, insieme ad altri 10 milioni di investimenti da parte delle Ferrovie dello Stato, della Curia, della Conferenza Episcopale.

In ogni decreto, anche quelli che portano il nome, falso, con il riferimento alla ‘dignità’, dovrebbe sussistere il rispetto delle norme e dei principi generali di diritto che presiedono alla sopravvivenza civile di una comunità”.


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