Cronaca Mortadella italiana con pistacchio ritirata per presenza di batterio Listeria: i lotti interessati

Pubblicato il 13 luglio 2018 | da Redazione

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Epidemia di listeria da surgelati, richiamato riso. Aumentano i prodotti ritirati dal mercato

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Epidemia di listeria da surgelati, richiamato riso. Aumentano i prodotti ritirati dal mercato: diverse le marche coinvolte nell’operazione precauzionale che riguarda mix riso e verdure.

Si allargano i ritiri di prodotti surgelati per il rischio di contaminazione da listeria. A lanciare l’allerta alimentare, la catena di grandi magazzini sudafricani Woolworths Holdings Ltd che sta richiamando un mix di riso salato surgelato in seguito ad un richiamo di prodotti in tutto il mondo rilasciato dall’Agenzia ungherese per la sicurezza alimentare a causa di un’epidemia di listeria in Europa. Più di una settimana fa, l’agenzia ungherese ha vietato la commercializzazione di tutti i prodotti ortofrutticoli congelati e surgelati colpiti e ne ha ordinato il ritiro immediato e il ritiro. “Stiamo richiamando volontariamente questo prodotto come misura precauzionale, sull’a segnalazione globale dell’Agenzia ungherese per la sicurezza alimentare”, ha dichiarato la catena Woolworths in un comunicato del 10 luglio. Il 4 luglio, la Greenyard Factory ha annunciato un ritiro di verdure surgelate a causa della potenziale contaminazione da listeria di prodotti surgelati nel suo stabilimento ungherese a Baja. I prodotti coinvolti includevano mais congelato, piselli, fagioli, spinaci e acetosa, ha detto Greenyard. Woolworths, che vende cibo, vestiti e articoli per la casa, ha dichiarato che il suo prodotto proviene dal Belgio e contiene mais dolce congelato proveniente dalla Greenyard Factory. Altri prodotti dolci surgelati e prodotti vegetali non sono interessati, ha aggiunto il rivenditore. Intanto ieri in Italia i richiami salgono a tre e riguardano ora anche un lotto di verdure Penguin. In Gran Bretagna i prodotti richiamati salgono a 49, mentre i ritiri si estendono anche fuori dall’Europa, ovvero in Australia e Nuova Zelanda. Il ministero della Salute ha richiamato un lotto di mix di verdure surgelate della Pinguin per la presenza del batterio Listeria. Si tratta del terzo richiamo in Italia, dopo le verdure surgelate Freshona e i minestroni Findus, a causa del focolaio europeo di listeriosi che, dal 2015, ha causato 47 casi, di cui 9 fatali. Il lotto richiamato dal ministero a causa della presenza di Listeria monocytogenes è composto da confezioni in formato da due chili e mezzo, con scadenza 6 luglio 2019. Sono state prodotte da Greenyard Frozen Belgium, all’interno di uno stabilimento in Ungheria. Per ridurre il rischio di infezione da Listeria monocytogenes, l’ECDC e l’EFSA raccomandano «ai consumatori di cucinare a fondo le verdure surgelate non pronte al consumo, anche se tali prodotti vengono normalmente consumati senza cottura (ad esempio in insalate e frullati). Ciò vale soprattutto per i consumatori a più alto rischio di contrarre la listeriosi come anziani, donne in gravidanza, neonati e adulti con basse difese immunitarie». Inizialmente si pensava che la fonte di cibo incriminato fosse limitata al mais congelato, ma il sequenziamento dell’intero genoma ha trovato ceppi del pericoloso batterio in altre verdure surgelate prodotte dall’azienda nel 2016, 2017 e 2018, persistiti nell’impianto di lavorazione nonostante le procedure di pulizia e disinfezione. Listeria è una famiglia di batteri composta da dieci specie. Una di queste, Listeria monocytogenes, causa la listeriosi, una malattia che colpisce l’uomo e gli animali. Seppur rara, ricorda l’Efsa sul suo sito, la listeriosi è spesso grave, con elevati tassi di ricovero ospedaliero e mortalità. Nell’UE sono stati segnalati circa 1470 casi nell’uomo nel 2011, con un tasso di mortalità del 12,7%. La Listeria si ritrova nel terreno, nelle piante e nelle acque. Anche gli animali, tra cui bovini, ovini e caprini, possono essere portatori del batterio.

Ovviamente la nostra associazione monitorerà, come nel caso di oggi, gli aggiornamenti che dovessero arrivare dalle autorità sanitarie e che si occupano di sicurezza alimentare a livello europeo e mondiale, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per informare i consumatori italiani se eventuali partite degli stessi prodotti siano state commercializzate anche in Italia.


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